
La nuova Ford C-Max, tradizionale nel 2010, ibrida nel 2013.
Interessante però la filosofia alla base del progetto Ford: differenziare le proprie auto ibride secondo due diverse varianti, concettualmente diverse e quindi tecnologicamente differenziabili. Gli acronimi di riferimento saranno HEV (Hybrid Electric Vehicle) e PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle). Mentre con HEV si identificheranno le auto con batterie al nichel-metal idrato, con un motore termico che ricarica l’elettrico e con recupero di energia dal sistema frenante, destinate a medie percorrenze, la nuova generazione delle PHEV dovrà utilizzare le nuove batterie agli ioni di litio (attualmente più costose). Potranno circolare col solo elettrico, quindi saranno ideali in città (dimensioni ridotte, almeno all’inizio rispetto alle HEV), saranno ricaricabili anche dalla presa di casa.
Interessante sotto questo punto di vista l’accordo con Magna, per automatizzare la ricarica nelle ore di minor tariffazione del gestore dell’energia; negli USA è già fattibile, potrebbe diventarlo anche in Europa entro il 2013.
Comunque, il colosso Ford compie i primi passi per recuperare il gap, anche nei confronti della rivale casalinga GM (che sta testando Chevrolet Volt e Opel Ampera).
Crediamo che entro pochi anni tutte le vetture più vendute avranno una versione con motorizzazione ibrida.











Il mercato è ormai prossimo ad esplodere. E’ credibile quindi pensare che le vetture con motori ibridi andranno per la maggiore.