
Si assottiglia il confine tra reale e virtuale.
Questo strumento è giunto alla seconda “generazione” automobilistica; l’HUD, tecnologia di derivazione aereonautica, è un pannello a scomparsa (come nella 3008), piuttosto che la superficie del parabrezza stesso, dove vengono proiettati i dati utili al conducente, come la velocità in tempo reale. In pratica è la trasposizione più in alto, sulla linea visiva ottimale, dei dati che leggiamo solitamente nella strumentazione del cruscotto.
In alcuni paesi non è ancora legalizzato l’uso, in quanto potrebbe comunque distrarre il conducente, se il fascio dei dati andasse a interferire con la parte visiva necessaria per condurre il veicolo; ma l’utilizzo che sta studiando General Motors è completamente diverso, quasi opposto. Sostituire la visione reale della strada, quando questa è difficoltosa (banchi di nebbia fitta, pioggia torrenziale, buio senza oggetti da illuminare coi fari…), con una proiezione virtuale della strada: grazie a telecamere a infrarossi, è possibile riprodurre la situazione esterna, come nelle migliori condizioni di visibilità.
Se le telecamere e i sensori di parcheggio hanno permesso di gestire auto ingombranti e con scarsa visibilità degli angoli, così le telecamere “antinebbia” potrebbero rendere più sicura la circolazione dei veicoli in condizioni estreme; un sollievo per gli occhi di tanti automobilisti della Pianura Padana, a patto di ricordarsi poi di tornare ad una “dimensione” reale, una volta finita l’emergenza!









