
DriveNow, l'iPhone come un satellitare e la patente come una carta di credito
In realtà, se si guarda alle strategie per la mobilità urbana futura, il car sharing sembra promettere anche meglio; Parigi sta puntando fortemente sull’elettrico, e proprio dal confronto con questo esempio possiamo evidenziare la strategia BMW.
1) Rendere l’auto disponibile senza prenotarla
Tramite un sistema key less, con un chip inserito nella patente (previa iscrizione al servizio), basterà avvicinarsi a una vettura parcheggiata per poter accedere.
2) Diffusione dei punti di parcheggio
Grazie a telefoni come l’iPhone e al GPS, si potrà raggiungere l’auto più vicina… perché non ci saranno solo i parcheggi/deposito, ma (e questo è un plus importante) le auto saranno parcheggiate in varie zone della città. Così sarà anche possibile lasciare l’auto in un qualsiasi parcheggio, anche sotto casa, quando si finisce di utilizzarla.
3) Doppia tariffa
Due tariffe, una per quando l’auto è in movimento (comprensiva di benzina e assicurazione), l’altra se ci si ferma si esce per recarsi in un negozio o al bar, ma si vuole tenere l’auto a propria disposizione.
Le idee sembrano convincenti; da verificare la gestione dei rifornimenti alle vetture (chi farà il “pieno” alle auto parcheggiate nei vari punti, siano a benzina o elettriche), le tariffe (29 centesimi al minuto mentre si viaggia sono tanti, così come i 10 previsti per ogni minuto di sosta), l’effettivo funzionamento del sistema di verifica delle condizioni dell’auto (piccoli tamponamenti, pulizia degli interni, auto per non fumatori).
Intanto BMW inizierà con Monaco di Baviera, promettendo almeno un’auto libera entro 500 metri da qualsiasi punto della città (300 i veicoli inizialmente previsti); aspettiamo fiduciosi.










