Quando venne presentata ufficialmente, con quel biglietto da visita relativo ad un prezzo incredibile (solo 1.700 € sul mercato delle auto indiane), suito si formarono due correnti di pensiero… i detrattori che parlavano di giocattolo e gli entusiasti per una possibile rivoluzione economico-culturale.
Alla fine hanno avuto entrambi torto (o ragione?); la piccola di casa Tata, con un nome veramente azzeccato, è risultata un fenomeno di vendite, in versione benzina e poi elettrica, portandosi dietro pregi e difetti annunciati.
Costo di acquisto basso, costi di gestione bassissimi, 4 posti in 310 centimetri ma anche una carrozzeria in plastica, niente servosterzo e vetri ancora a manovella.
Adesso, grazie ai progressi realizzati con Bosch sull’alimentazione del 700cc, si preannunciano dati esaltanti sui consumi della nuova versione diesel: 40 chilometri con un litro (che al costo alla pompa indiana, di 62 centesimi, significano 64 chilometri con un euro).
L’ulteriore aumento di vendite è garantito in partenza, ma è possibile immaginarne l’altrettanto successo in Europa?
Innanzitutto la carrozzeria, dovrebbe essere modificata per raggiungere gli standard minimi di sicurezza; la plastica potrebbe rimanere il materiale principale, per non far lievitare costi e sistemi di produzione.
L’inserimento degli accessori “minimi”, vista l’abitudine dei guidatori del vecchio continente, oltre a far lievitare il prezzo, appesantirebbe la vettura, riducendone le prestazioni.
In ultimo, il consumo medio aumenterebbe, rendendo meno appetibile la Nano.
Eppure, proprio la spinta di un paese in crescita come l’India, potrebbe portare ad una competizione sui prezzi ancora più forte: come seconda auto molti inizierebbero seriamente a chiedersi se convenga una vettura sotto i 5.000 €, oppure una Panda, modello “base” al doppio (e l’esempio è fortemente voluto).











si molto benissimo mi serve x lavoro x tutti i giorni cosi risparmia e tanti km!!!
speriamo porti italia a presto!!