La Renault Twingo che ha debuttato nel 2007, per sostituire la cara antenata che piaceva a tutti, proprio non piaceva a nessuno (o a pochi); il successo commerciale della vetturetta francese non è stato per nulla trascinate fino a oggi, come quasi tutta la gamma della Regie risentiva di una linea dimessa e poco affascinante.
Ecco perché al Salone di Francoforte, insieme alla concept futuribile Friendzy, allo stand della casa francese appariva la nuova Twingo con un muso completamente rinnovato, secondo i canoni del nuovo family feeling Renault (l’unica eccezione a questo nuovo corso stilistico sarà rappresentata dal modello Twizy, che sarà rivoluzionaria sia per lo stile che per la tecnologia).
E vista così la nuova Twingo recupera pienamente la personalità che prima mancava, assomiglia alla ZOE vista al Motor Show di Bologna, sebbene perda in parte le concessioni da prototipo di quest’ultima.
Il capo dello stile ha voluto concentrare i cambiamenti sostanzialmente nella parte anteriore. L’elemento caratterizzante è tornata ad essere la losanga sulla calandra: il simbolo Renault non deve essere più relegato ad un ruolo da comprimario, piuttosto deve emergere con vigore e testimoniare con forza l’orgoglio della casa.
Lo stemma campeggia al centro di una sottile griglia orizzontale nera che divide i gruppi ottici dalla forma aggiornata e dalle dimensioni in parte ridotte; i fari fendinebbia circolari risentono forse troppo del successo della 500 e campeggiano in bella mostra a metà paraurti, ben al di sopra e accentrati rispetto al solito. Gli indicatori di direzione hanno invece compiuto il tragitto inverso, posizionandosi alle estremità inferiori del muso. Una piccola rivisitazione ha colpito anche la parte posteriore, laddove i fari sono stati sdoppiati. In generale un maggior senso di freschezza avvolge tutto il corpo auto.
Per allietare l’arrivo nelle concessionarie della Twingo con il facelift, la casa francese ha presentato 4 modelli speciali (non in vendita) della sua citycar. Quattro personalità dall’estro poliedrico hanno ricevuto il compito di personalizzare secondo i propri gusti la piccola francesina.
La prima è stata ribattezzata 55 FBG ed è stata creata dallo stilista francese Jean-Charles de Castelbajac che ha creato una mini limousine presidenziale. Tutta verniciata di nero opaco (compresi i cerchi da 17”), prevede le bandierine tricolori d’ordinanza sul cofano anteriore, gli interni arredati con mobili damascati dall’aspetto principesco, stucchi dorati (così come il volante), lampade a candela e tavolinetto di legno lavorato a mano.
La Twingo Goes Pop, invece, è stata allestita in base alle indicazioni della cantante inglese Nicola Roberts che non è riuscita a fare a meno di tutto il necessario per le registrazione dei suoi pezzi. Il bagagliaio è stato riempito di tutta la strumentazione utile, comprese cuffie e mixer, l’abitacolo è stato trasformato in camerino con tanto di trusse per i trucchi e portagioie sul cruscotto.
Dalle idee dello chef italiano Davide Scabin è stata sfornata la Scabin Pasta Twingo; non potevano mancare i sedili ricoperti di penne (di grano duro) e la plancia interamente asportata per lasciare spazio ad una capiente credenza completa di attrezzi per cucinare.
Infine è il turno della Twingo Wagon-Lire. Opera del tedesco Nils Holger Moormann, apprezzato designer, riveste il ruolo dell’auto per picnic: nel bagagliaio fa bella mostra di sé tutto l’occorrente per preparare un tè che si può sorseggiare comodi comodi seduti nell’abitacolo, circondato da libri, quotidiani e riviste ben allineate sugli scaffali di una minilibreria. Il pavimento è ricoperto di parquet su cui poggiano un morbido divano e un piccolo camino: niente meno.
Sembra difficile da credere. Anche noi eravamo scettici all’inizio, ma se guardate le immagini che circolano nel web rimarrete a bocca aperta.
by Elle Sato, the car specialist










