La Honda EV-ster resterà concept ancora per poco, secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla casa nipponica: il grande successo di critica riscosso al Salone di Tokyo ha convinto il management Honda a ritornare in un segmento abbandonato dopo la fantastica S2000.
Se diamo un’occhiata alle caratteristiche tecniche del modello e alle sue dimensioni, la EV-ster si avvicina molto di più alla cara vecchia Beat che molti avranno avuto modo di conoscere più che altro nei videogiochi, tipo Gran Turismo; anche perché la sua produzione durò solo dal 1991 al 1996 e venne venduta solo in Giappone.
Lunga 3,57 metri, larga 1,5 e alta appena 110 centimetri, è dotata di trazione posteriore e due soli posti; come la vecchia S2000, sul prototipo compaiono numerosi particolari in fibra di carbonio che potrebbero, però, essere sacrificati sull’altare del contenimento dei costi.
La concept di Tokyo monta un motore elettrico da 79 CV che dovrebbe permettere alla vettura di toccare i 100 Km/h (con partenza da fermo) in 5 secondi e di raggiungere la velocità massima di 160 Km/h. Ad alimentare il motore ci pensano le batterie al litio da 10 kWh, che necessitano 3 ore per una ricarica completa e promettono un’autonomia di quasi 160 Km.
Se arrivasse da noi sarebbe una vera chicca, per un mercato europeo al momento asfittico. Finalmente un’auto veramente bella e che non ha timore di rinunciare all’etichetta utility di cui ogni nuovo modello sembra volersi fregiare, in una maniera o nell’altra.
Inoltre, all’avveniristica propulsione totalmente elettrica si sostituirà o si affiancherà un più tradizionale motore a benzina, che sveltirà l’arrivo nelle concessionarie. Un quesito da risolvere riguarda i mercati selezionati da Honda per questo veicolo, che non sono ancora stati annunciati; a differenza della Beat degli anni ’90, speriamo non si limiti al Sol Levante.
Tutte le domande che ci si può porre, di fronte ad un modello del genere, appaiono superflue. Come ad esempio, perché i sedili hanno colore diverso? Forse perché il pilota, abbagliato dai riflessi psichedelici di LED e linee decise, perde così tanto l’orientamento da non saper più dove andare a sedersi? Oppure perché la macchina si manovrata con due strane leve, che a tutto assomigliano tranne che a un volante… ed allora bisogna facilitare le cose al povero guidatore che avrà già i suoi bei grattacapi per far muovere la spiderina?
Non poniamoci altre domande e lasciamo spazio ai sogni: era da tempo che Honda non ci forniva materiale per la nostra immaginazione, avendo preferito un approccio al mercato più “Civic“.










