Nuova Dodge Dart: la freccia di Fiat-Chrysler

Dodge Dart 2013Un’auto andrebbe giudicata per le sue prestazioni, per la tecnologia che immette sul mercato, per il livello di finiture e comfort o, perlomeno, per la sua linea; questa nuova Dodge Dart, invece, trascende tutto ciò perché da una parte rappresenta un traguardo raggiunto, dall’altra è un chiaro segnale di risveglio.

Riveste il ruolo di traguardo poiché permette a Fiat di accrescere il proprio controllo su Chrysler con un ulteriore quota del 5%, tanto da arrivare a possedere il 58,5% della casa americana. Questo, infatti, era il premio promesso dall’amministrazione Obama, una volta raggiunto l’obiettivo di costruire un nuovo modello di vettura omologato per percorrere 40 miglia con un solo gallone di benzina (17 km con un litro) e questa nuova Dodge lo ha pienamente soddisfatto.

Osservata dall’altro punto di vista, questa nuova berlina di segmento C è un chiaro segnale di sfida a quella fascia del mercato americano intensamente popolato, anche da modelli di origine asiatica; a quella statunitense si andrà inoltre ad aggiungere la sfida in terra di Cina. La Dart sarà difatti designata alla produzione e commercializzazione su suolo cinese a partire dal 2013 e, secondo le ultime interviste rilasciate da Marchionne, da lì esportata addirittura sul mercato italiano con lo stemma Fiat sulla calandra.

DartAdesso però qualche dettaglio sulla macchina è giusto darlo: la Dart nasce sul pianale della Giulietta, sebbene lievemente allargato, e dell’Alfa ripropone guidabilità e maneggevolezza, concetti a volte dimenticati dai tecnici USA.

Il design, d’altra parte, è quanto di meno italiano possa esserci: classica tre volumi, ha un muso lungo che punta verso il basso mentre la coda pare leggermente rialzata.

Sul frontale si pone in evidenza la griglia a croce caratteristica del marchio Dodge, così come la fanaleria continua a LED posizionata orizzontalmente sul posteriore.

Non vi ricorda il caro vecchio Generale Lee dei cugini Duke di Hazzard?
Non per niente quel modello era una Dodge Charger del 1969.

Gli interni sono molto tecnologici, come amano negli States. Al posto dei quadranti analogici, dietro al volante è posto uno schermo sul quale vengono proiettati gli strumenti principali; un altro schermo, da 8 pollici touch screen, è posizionato sulla plancia e serve per comandare tutto il sistema di infotainment.

Per spingere la media di casa Chrysler sono previsti tre motori a benzina: due aspirati della serie Tigershark, un 2.0 litri con 160 CV e 2.4 litri con 184 CV e uno turbocompresso di origine Fiat di 1.4 litri Multiair con 160 CV. A scelta, nel reparto cambi, un manuale a 6 marce, un automatico a 6 marce per i Tigershark e il doppia frizione TCT di origine Alfa, anch’esso con 6 rapporti, per il Multiair. Già annunciato per il 2013 l’attesissimo 9 marce automatico della ZF.

Da pochissimi giorni presentata al Salone di Detroit, la nuova Dodge sta raccogliendo pareri contrastanti. Il nostro giudizio dovrà, per il momento, essere rimandato almeno fino al 2013, quando potrebbero arrivare da noi i primi esemplari di produzione cinese.

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