Confessatelo, state sorridendo, oppure siete scettici e già pensate che sia l’ennesima bufala: prezzi da 7.000 euro, 100 chilometri con un euro di corrente, autonomia di 220 chilometri.
Eppure questa sembra la volta buona: il progetto, partito nel 2007 per volontà del progettista di Formula1, Guy Negre, prometteva sviluppi commerciali già nel 2009.
Grazie alla collaborazione con Tata, la tecnologia è stata ulteriormente sviluppata e la gamma di veicoli si è allargata, pronta ora a sbarcare prima in Francia e poi nel resto d’Europa, nel 2013.
Per un momento, accantonate i preconcetti e analizziamo insieme il progetto della Motor Development International (MDI): dalla nascita del buffo quadriciclo AirPod, fino allo sviluppo di una rete produttiva “rivoluzionaria”.
1) Tecnologia
Aria compressa, in bombole simili a quelle del metano, con gli stessi vantaggi (sicurezza, nonostante i 248 bar di pressione) e svantaggi (spazio occupato); bombole con 20mila cicli di ricarica, pari a 2 milioni di chilometri, quindi riutilizzabili anche dopo aver rottamato il veicolo.
Questa tecnologia esiste di fatto dal 1870 (i francesi avevano anche prodotto un tram ad aria), ma venne soppiantata dal motore a scoppio, quando l’abbondanza di petrolio rendeva molto più economico il combustibile.
2) Prezzo
7mila euro non sono certo pochi, per il quadriciclo che dovrebbe sostituire, come uso e simbolo di design, la Smart; eppure, il fatto che sia conducibile fin dai 16 anni lo colloca nel segmento di mercato delle microcar, molto più costose.
La ricarica poi, effettuata alla presa di casa, costa (a seconda del Paese europeo) tra 50 centesimi e un euro di corrente, per 100 chilometri di percorrenza.
3) Gamma
Non solo AirPod, ovvero un quadriciclo 3 posti capace quasi di girare su se stesso, per manovre e parcheggi “impossibili”. 7 Kw di potenza, coppia di 45 Nm, velocità massima di 80 Km/h.
AirOne ha un motore da 15 Kw, raggiunge i 100 chilometri orari; ancora più grande l’AirCity (non più un quadriciclo leggero ma un’auto omologata), velocità massima 130 km/h, con 25 Kw di potenza e 6 posti.
Previsto anche un sistema “ibrido”, per aumentare l’autonomia: un piccolo motore a benzina comprime altra aria, durante il moto.
Non solo auto però: gli sviluppi previsti sono indirizzati a veicoli pubblici modulari, simili a treni con carrozze agganciabili (come nel rendering), furgoni, pick-up e anche a trattori.

4) Produzione e vendita
Accorpiamo le due voci, perché la strategia scelta è innovativa: distribuire il know-how e alcune componenti essenziali a officine (non fabbriche), che producano, assemblino e vendano le auto.
Localizzazione e legame col territorio, produzione per l’80% in loco, assistenza fornita dalle officine stesse significano minori costi di gestione, di spedizione, di magazzino e, contemporaneamente, maggior appeal delle vetture, che divengono così prodotto locale o, addirittura, a chilometri zero.
5) Punti di rifornimento
Il vantaggio più evidente, oltre al basso costo, è la possibilità di ricaricare l’auto dalla presa del proprio garage: il motore/alternatore, se collegato alla rete elettrica, comprime da solo l’aria.
Ma proprio il basso costo potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: di fronte alla spesa prevista (circa 40mila euro) per attrezzare coi compressori un punto di distribuzione (paragonabile alle normali stazioni di rifornimento carburante), il prezzo di vendita dell’energia per ricaricare, sui 2 euro ogni 100 chilometri, non permette guadagni ai rifornitori.
Senza una rete capillare, proprio come per le auto full-electric, la limitata autonomia di queste vetture le dovrebbe relegare alla circolazione cittadina.
Problema che forse verrà superato in India, dove il basso costo della vita può far nascere molti punti di rifornimento di piccoli imprenditori; infatti Tata, il colosso già famoso per la low.-cost Nano, sfrutterà la tecnologia dell’aria compressa per realizzare la propria gamma di auto.
E siamo sicuri, in scala maggiore dei partner francesi: emissioni zero, rumore limitato, disponibilità di punti di ricarica e un mercato in costante crescita… nelle caotiche metropoli indiane presto si udiranno i sibili dei motori ad aria.













Sono interessato all’acquisto di un qualsiasi gioiello ad aria compressa e pregherei se possibile di avere informazioni in merito per quando riguarda il metodo di acquisto.
Potrei sbagliarmi considerando la crisi ecc, credo che forse sarebbe ancor meglio se si potesse dare la possibilita’ di effettuare modifiche a macchine diesel o benzina ad aria compressa con incentivi, considerando che tante persone vorrebbero sostituire la propria autovettura ma non possono al momento.
Inoltre: Splendida cosa sarebbe se si potessero modificare furgoni, camper ecc, credo che inizialmente ci potesse essere un boom eccezionale di richieste per modicane i propri mezzi, io per prima modificherei il mio camper che beve da schifo un accidenti di gasolio.
Saluti.
Sicuramente pubblicheremo un articolo, non appena ci saranno le prime informazioni ufficiali sulla vendita di questi veicoli.
Cordiali saluti.