Vero che gli Europei 2012 ci stanno tenendo incollati alla TV a tifare per l’Italia; non scordiamoci però dell’avvenimento motoristico più importante dell’anno, la 24 Ore di Le Mans.
L’ottantesima edizione della corsa più famosa del mondo si chiude con questo verdetto: le auto ibride volano davvero. E nei primi giri quest’espressione andava presa alla lettera.
Nella corsa di quest’anno, orfana del super squadrone Peugeot (che ha ritenuto eccessivo lo sforzo economico), si riaffacciava la Toyota seguendo il miraggio della propulsione ibrida new entry e di una sfida all’ultimo sorpasso con le inedite Audi R-18 E-tron Quattro, che aiutavano il caro vecchio diesel con un motore a batteria.
Proprio la nuovissima Toyota TS030 benzina/elettrica è stata prima protagonista di un grande avvio, che ha portato un equipaggio in prima posizione e poco dopo all’incidente più spettacolare di tutta la competizione.
Decollo e atterraggio contro una sventurata Ferrari 458; il povero Davidson al volante se l’è cavata, sebbene con alcune vertebre fratturate.
Qualche giro e pure la TS030 capofila deve arrendersi ad un incidente con un’altra debuttante molto chiacchierata, la iper-innovativa Nissan Deltawing, con il motore 1.6 della Juke, spinto a 300 CV.
E allora spazio alla cavalcata trionfale delle super LMP1 targate Audi che hanno piazzato quattro vetture nei primi 5 posti e le due ibride sui gradini più alti.
Nel mezzo, al quarto posto, la Lola Toyota guidata tra gli altri dal figlio di Alain Prost.
Morale, 24 ore di puro agonismo, sorpassi ed incidenti: la tecnologia ibrida è una realtà concreta, su cui le case investono a fondo e che potrà dare risultati sia in termini di eco-sostenibilità che di prestazioni massime.
by Elle Sato, the crash specialist
I mega crash vi attirano? Guardate cosa accade coi camion, sulle strade di tutti i giorni.












