La propulsione a gas metano e quella a Gas di Petrolio Liquefatto (GPL) subiscono alterne fortune, a causa dell’andamento altalenante dei prezzi di benzina e gasolio e della naturale ritrosia del popolo italiano ad investire il proprio denaro in motorizzazioni parche e risparmiose.
Da sempre ritenute auto adatte al lavoro e a qualche sparuto ambientalista disinteressato alle prestazioni assolute, le vetture a GPL stanno vivendo dal 2011 una fase di rilancio veramente importante. Le stesse case automobilistiche stanno investendo molto per dare loro quel tocco di grinta, in termini di ripresa e fruibilità, tali da renderle appetibili ad un pubblico sempre meno di nicchia; e i risultati si vedono.
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Infatti, gli ultimi dati esposti dal direttore di UNRAE Romano Valente, ritraggono un giugno 2012 nerissimo per le immatricolazioni, con un calo del 24,48% sull’anno scorso, e previsioni per fine anno pari a 1.400.000 veicoli, numeri che ci riportano indietro di 35 anni.
Al contrario, il settore delle macchine alimentate a GPL fa segnare valori in controtendenza, grazie alle sue 12.266 immatricolazioni nello stesso mese di giugno, +136,75% rispetto al 2011. Anche il metano non ha dato cattivi risultati con una crescita del 32,76% rispetto allo scorso anno. Insomma il GPL sembra essere diventata l’unica reale soluzione ai prezzi pazzi dei carburanti tradizionali.
Le cifre che stiamo analizzando sembrano aver convinto anche le autorità, che si apprestano a stanziare incentivi all’acquisto di vetture con ridotti valori inquinanti: un massimo di 5.000 euro per le auto con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km (praticamente solo le auto elettriche) e altri incentivi minori per le macchine con emissioni fino a 95 gr/km e 120 gr/km, in cui rientrerebbero anche le auto alimentate a gas.
Dopo questa panoramica appare logico cercare di comprendere se effettivamente le auto ad alimentazione a GPL risultano un buon investimento in termini di rifornimenti a buon mercato.
L’autorevole rivista mensile Quattroruote, nel febbraio 2012 pubblicava un interessante reportage in cui metteva alla prova tre identiche Opel Corsa, tra loro differenziate solamente dal propulsore nascosto sotto al cofano. La sfida vedeva ai blocchi di partenza il motore 1.2 da 85 CV a benzina, il medesimo 1.2 da 85 CV a GPL ed il piccolo 1.3 diesel da 95 CV, per compiere il maggior numero di chilometri possibili con un rifornimento di carburante pari a 20 Euro.
L’esito della gara di distanza è assai interessante: la Corsa a benzina si ferma a secco dopo 202,5 Km, con un consumo medio di 17,3 Km/l;la seconda a fermarsi è la versione diesel dopo 268,7 Km e consumo medio pari a 22,8 Km/l. La 1.2 GPL compie il viaggio più lungo, bloccando la propria corsa dopo 319,9 Km con un consumo di 11,8 Km/l.
In pratica, si dimostra che l’auto a GPL è avvantaggiata dal minor costo del carburante, anche se in teoria consuma di più, sia in confronto alla diesel che alla benzina. Altro dato da tenere ben presente è il maggior esborso necessario per portarsi a casa la vettura con serbatoio GPL: poiché alla data del test la Corsa 1.2 benzina aveva un prezzo di listino di 14.001 Euro contro i 15.701 Euro della Corsa a GPL, Quattroruote calcola che l’acquisto di quest’ultima comincia ad essere conveniente solamente dopo aver compiuto più di 48.000 Km!
by Elle Sato, the gas specialist












