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E-Bugster concept: elettroshock da Detroit!

VolksWagen e-BusterIl Maggiolino ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di ogni automobilista e tanta malinconia ci assaliva quando capitava di incrociare un New Beetle di seconda generazione; niente poteva essere così distante dal mitico antenato e per questo ha raccolto molte critiche. Fortunatamente l’anno 2011 ci ha portato una nuova generazione di Maggiolino (in Italia riprenderà il nome familiare) che ha mostrato tutte le sue qualità, prima al Salone di New York, poi al Motor Show di Bologna. In queste occasioni i commenti, compresi i nostri, sono stati più che favorevoli.

Bene, al Salone di Detroit VW ha lanciato un concept, per spianare la strada allo sbarco ufficiale del Beetle 3 negli USA, dove arriverà addirittura con il motore TDI: si chiama E-Bugster.

Il prototipo fa bella mostra di sé con la sua livrea immacolata, con piccoli particolari scuri ad evidenziarne le forme gonfie e muscolose, molto sportive; il tetto, rispetto al modello di serie, è stato schiacciato, i fianchi allargati e i cerchi da 20 pollici dominano i passaruota voluminosi.
Ancora non abbiamo detto che la trazione è affidata ad un motore elettrico dal carattere sportivo quanto l’aspetto; ed è questa la novità più stuzzicante. Il motore a batteria da 85 Kw permette a questa speedster a due posti di raggiungere i 100 km/h in circa 10 secondi. Posto nel cofano anteriore, il propulsore è leggerissimo, 80 kg, e viene alimentato da batterie al litio situate alle spalle dei sedili anteriori.

Come molte delle rivali in commercio ha un’autonomia limitata (a 180 km), dopo i quali è necessario tornare a casa o trovare una stazione di ricarica. Per fare il pieno alla presa di casa ci vogliono alcune ore, per questo motivo è consigliabile affidarsi alla ricarica rapida presso le apposite colonnine in via di realizzazione: qui ci vogliono solo 35 minuti. Ad aumentare la durata delle batterie concorre il sistema di recupero dell’energia in frenata, che entra in azione ogniqualvolta si pigia sul pedale del freno o si rilascia l’acceleratore. Nell’abitacolo, come ormai accade sempre sui veicoli anti-CO2, gli indicatori di performance ed ecosostenibilità dominano il cruscotto, al posto dei tradizionali strumenti analogici.

La tecnologia all electric sta raggiungendo livelli prima sconosciuti ed una diffusione molto ampia: in mente ci ritornano i recenti modelli presentati da Kia e Honda, di cui già avete letto sul blog di Okusato. In questo settore il gruppo tedesco crede e sta investendo molto, tanto che già è stata trovata la denominazione ufficiale per la commercializzazione della trazione elettrica che dovrebbe esordire nel 2013 con la nuova Golf: Blue-e-motion.

by Elle sato, the car specialist

Nuova Kia Ray EV, la scossa arriva dalla Corea

Kia Ray EVKia e Hyundai, sorelle coreane del settore automotive, sembrano essere state separate sin dalla nascita.
Le due marche, a ben guardare, si sfidano sugli stessi mercati e negli stessi segmenti, contendendosi la stessa fascia di clientela e promuovendo gli stessi principi industriali: prodotti di buona qualità ad un prezzo accessibile (ma non stracciato), garanzie pluriennali da far invidia alle giapponesi e oramai anche un design riuscito.

La netta distinzione tra le due viene confermata dall’approccio promozionale diametralmente opposto scelto dalle due case in questi ultimi mesi: Hyundai sta decisamente puntando alla sportività per fare colpo sul pubblico, ne è un esempio l’ultima nata Veloster, con la sua APP di guida; Kia, invece, con il suo primo veicolo totalmente elettrico, sembra voler cavalcare l’onda ecologica.

Kia Ray EV sarà la prima vettura a propulsione elettrica completamente progettata, sviluppata e costruita in Corea. Sebbene l’aspetto un po’ fumettistico e le forme squadrate tanto amate dagli orientali (Dahiatsu Materia e Nissan Note vi dicono qualcosa?), questa macchinetta nasconde un progetto molto più ambizioso: il pianale ed il telaio sono stati ideati per consentire di costruire e assemblare l’auto con batterie e motore elettrico sulla stessa linea di quella con motore tradizionale.

Ma vediamo qualche dettaglio in più: la mini Kia con trazione anteriore è spinta da un propulsore di 50 Kw, alimentato da batterie agli ioni di litio posizionate nel pianale e sotto al sedile posteriore. Nonostante il peso (a gravare c’è tutto il pacco batterie) la Ray EV stacca un ragguardevole tempo di 15,9 secondi sullo 0-100 Km/h e ha una velocità massima limitata a 130 Km/h.
Come al solito le note dolenti arrivano quando si parla di tempi necessari per un pieno: la ricarica completa richiede 6 ore (con presa a 220 Volt), ma possono bastare 25 minuti alle apposite colonnine a 380 Volt.
Molto interessanti gli interni: oltre ad un ormai classico cruscotto specifico per tenere monitorate le prestazioni “elettriche”, di serie è previsto un grosso schermo a 7 pollici che mostra il raggio d’azione utile della Ray, aggiornato costantemente.

Il futuro è sempre più di queste auto e il governo coreano ne ha preso piena consapevolezza, tanto che per l’anno 2012 punta a costruire circa 2.500 nuove postazioni di ricarica (sia lenta che rapida) su tutto il territorio.
Vedremo cosa accadrà in Italia, nel frattempo non aspettatevi di vedere scorrazzare la Ray EV per le nostre strade… verrà venduta solo in madrepatria.

by Elle Sato, the electric car specialist