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Ford Mustang 2015: i suoi primi 50 anni

Mustang 50 Anniversario

Cinquant’anni fa, alla Fiera Mondiale di New York, debuttava la Ford Mustang 2015, una coupé che avrebbe fatto la storia dell’industria automobilistica americana, creando dal nulla la categoria delle pony car.

La casa dell’Ovale Blu, per celebrare i 50 anni, durante il New York auto show presenta la Mustang 50° Anniversario, che celebra degnamente tutte le sue antenate.

Prodotta in numero limitato di 1.964 (scelta casuale?) esemplari, la 50° altro non è che una Mustang GT 2015 provvista di Performance Pack, ossia motore 5.0 litri aspirato V8 da 420 CV, dotazione di optional più che completa e interni specifici.

Mustang 50 Anniversario interni

Dando uno sguardo all’interno troviamo: la pelle, con cuciture in cashmere, che avvolge tutta la vettura a partire dal volante, passando per il pannello strumenti; il pomello del cambio; gli inserti delle portiere e il bracciolo centrale. I sedili sono in pelle bicolore (nera e bianca) con specifici loghi che richiamano le celebrazioni.
All’esterno si notano immediatamente i cerchi in lega leggera da 19 pollici che calzano gomme Pirelli P-Zero e nascondono grosse pinze freno di origine Brembo.

Le uniche opzioni di scelta concesse ai fortunati clienti riguardano la tinta della carrozzeria, o Bianco Wimbledon o Blu Kona, e il cambio, trasmissione manuale a 6 marce con differenziale Torsen oppure cambio automatico a 6 rapporti con differenziale posteriore a slittamento ridotto.
Per non complicarci troppo la vita!

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A sancire l’importanza dell’evento sono stati gli acerrimi nemici di General Motors che, dal 1966, contendono a Ford il trono delle pony car con la Chevrolet Camaro. La rivale di Detroit ha diffuso, attraverso i mass media, una fotografia raffigurante una Camaro travestita da torta di compleanno per augurare alla Mustang i suoi più sinceri auguri.

Articolo di Lorenzo Voleno

BMW X5 eDrive Concept: maxi SUV ibrido

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Sebbene siano molto più diffuse le berline a propulsione ibrida, negli Stati Uniti si stanno diffondendo parecchi SUV che cercano di attirare l’attenzione con l’escamotage di unire al tradizionale motore a benzina un’ unità elettrica a batteria.

Scorrendo i listini, ecco le “ruote alte” ibride che hanno riscosso maggior successo: Audi Q5; Infiniti QX60; Porsche Cayenne; Volkswagen Touareg; Lexus RX450h; Cadillac Escalade.
In Baviera, in casa BMW, sembrano improvvisamente essersi accorti di non occupare quella fetta di mercato e, per rimediare a questo smacco, hanno pensato di costruire una X5 eDrive Concept, destinata a cavalcare le strade in breve tempo.

Mostrata per la prima volta alcuni giorni fa a Francoforte, la sua futura destinazione è il Salone di New York, dove dovrebbe incontrare il maggior numero di consensi.

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Secondo i dati della casa, nel cofano del gigante tedesco è custodito un 2.0 litri turbo benzina a 4 cilindri con 245 CV, a cui si aggiungono i 95 del motore elettrico, per un totale di 340 CV.
Sfruttando tutte le ricerche e le innovazioni finora raccolte sotto l’etichetta BMW EfficientDynamics, la X5 eDrive avrà la possibilità di toccare i 120 Km/h in modalità EV con un’autonomia estesa sino a 30 Km.
La maggior parte del tempo, ovviamente, la BMW è destinata a veleggiare in modalità ibrida, consumando solo 3,8 litri di verde ogni 100 Km, secondo il ciclo di omologazione europeo.

Le prestazioni saranno influenzate non solo dal peso del piede che si appoggerà sull’acceleratore, ma anche dall’impostazione scelta per il selettore di guida BMW Driving Experience Control: AUTO eDrive è il maggiore compromesso tra risparmio e sportività, MAX eDrive per viaggiare con il solo fruscio dell’elettrico e SAVE Battery per decidere di mantenere immutato il livello di carica delle batterie.

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A tal proposito, il pacco batterie agli ioni di litio, posizionato nel fondo del bagagliaio per motivi di sicurezza in caso di urti, non inficia minimamente l’immensa capacità di carico e può essere ricaricato con una normale presa di corrente casalinga, scelta obbligata vista la conclamata scarsità di colonnine pubbliche di ricarica.

Articolo di Lorenzo Voleno