Mentre i listini auto del mercato Italiano si preparano a ricevere un vero e proprio tsunami di microvetture, ci sembra opportuno richiamare alcuni dati, a proposito della sicurezza di chi si sposta con queste mini-auto.
Partiamo ricordando gli effetti di un crash-test esemplare, quello effettuato dai tecnici tedeschi dell’ADAC; scontro frontale disassato a 40 km/h, tra la versione precedente della Renault Twingo (che certo non aveva brillato nei test Euro-NCAP) e una microvettura, la Albizia.
I risultati, potete verificarli nel secondo fotogramma: ad avere la peggio è il quadriciclo leggero, nella cui cabina sono penetrati ruota, sospensione e gruppo cambio-motore. Saltati i poggiatesta, montante del parabrezza arretrato di 10 centimetri, staccato un supporto del serbatoio e carburante fuoriuscito.
Le Microcar, per poter essere assimilate ai motocicli econdotte anche da non patentati (di 14 e 16 anni), devono rientare in determinati vincoli, tra cui c’è quello del peso: il limite per i “quadricicli leggeri” è addirittura di 200 chilogrammi.
La normativa è dunque la prima causa scatenante di un circolo vizioso; vengono utilizzate plastiche, rinunciando a barre di rinforzo e telai rigidi-
I produttori che hanno cercato di migliorarne la sicurezza (ad esempio, aggiungendo gli airbag come optional), non sono riusciti poi a vendere le vetture a prezzo maggiorato; questo perché gli acquirenti si trovano a dover pagare più di diecimila euro una versione “base” (quando una Hyundai Atos parte da 6.400 €) e non sono disposti a spendere ulteriormente. Quello che di solito viene considerato un “regalo” prestigioso ai figli, non ancora patentati, si rivela dunque un pericoloso strumento, soprattutto per i meno attenti.
Infatti il terzo elemento di riflessione è un dato statistico: in Francia circolano il doppio di microvetture rispetto all’Italia, mentre gli incidenti sono la metà che da noi; un rapporto 1:4 che fa capire che la prima causa di pericolo, è il comportamento stesso dei guidatori.
Letto anche il paragone con gli incidenti di motorini, il cui indice di mortalità è praticamente identico, la proposta concreta sarebbe quella di innalzare l’età di guida delle microvetture, modificandone le caratteristiche tecniche e inserendo regole per la sicurezza. Da “giocattolo” per giovanissimi, dovrebbero tornare alla loro funzione, ovvero mezzi di trasporto per situazioni eccezionali; a tutti i presenti (e futuri) guidatori, consigliamo la visione di questo spot, realizzato proprio da minorenni.
Agosto è agli sgoccioli e, come cantavano i Righeira, anche l’estate sta finendo; il periodo delle vacanze è densamente popolato di feste, sagre, ritrovi e… raduni tuning!








