ASX, Mitsubishi lancia la sfida al Qashqai anche in Europa
L’anno scorso ha esordito in patria, riscuotendo un buon successo tra il pubblico giapponese (RVR); adesso sbarca in Europa, passando dal Salone di Ginevra 2010, per sfidare apertamente il Nissan Qashqai, campione d’incassi tra i crossover compatti.
Lungo meno di 430 cm, è l’evoluzione naturale dell’outlander, in un mercato che premia la versatilità; spazioso come una station (5 posti comodi, bagagliaio da 416 lt, sedili ribaltabili), già ben accessoriato nella versione base (radio CD/MP3, clima manuale, 7 airbag, controllo attivo della stabilità e della trazione). Euro 5 le motorizzazioni proposte: 1.8 DiD con 150 CV (4×4 o 4×2, cambio manuale a 6 rapporti, pacchetto “ClearTec” con start/stop, filtro antiparticolato, servosterzo elettrico, frenata rigenerativa, fari posteriori a LED e pneumatici a bassa resistenza); 1.6 benzina DOHC MIVEC 16V (sviluppato dal 1.5 Colt, con cambio manuale a 5 rapporti).
Dalle immagini diffuse si notano alcune somiglianze (ovvie) con il Qashqai, se i prezzi saranno concorrenziali Mitsubishi potrebbe elevarsi dagli ultimi posti nella classifica dei modelli venduti in Italia.
Terza parte dell’elenco completo delle auto con impianto a GPL, vendute attualmente in Italia (i prezzi si riferiscono ai listini prezzi a febbraio, verificateli presso i concessionari o direttamente nei siti delle varie case): da Mazda a Opel.
HY-KERS: la tecnologia Formula Uno per ridurre le emissioni
Tre/quattro anni; questo il tempo che si concede Ferrari per commercializzare la prima auto ibrida con il cavallino rampante. Dopo la svolta ecocompatibile di Lamborghini, che però si è fermata (per ora) al sistema produttivo, Montezemolo rompe gli indugi e svela il prototipo Hy-Kers, ovvero la Ferrari verde (in mostra al Salone di Ginevra), dotata di un motore elettrico compatto trifase ad alto voltaggio (posizionato sotto il centro di gravità per non compromettere la dinamica, di soli 40 kg compensati dai 100cv prodotti).
Il plus è ovviamente il recupero dell’energia in frenata, grazie al sistema Kers, derivato dalla Formula 1. Questa volta la sinergia col mondo delle corse ha un’applicazione chiaramente misurabile, ovvero l’abbattimento del 35% delle emissioni di CO2 nel ciclo combinato, per rientare nei limiti imposti dalle future normative europee.
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