Nuovo miracolo per la Volt: non va a fuoco!

Crash Test Chevrolet VoltPoco tempo fa i giorni di gloria della Chevrolet Volt e, di conseguenza, della sua gemella Opel Ampera, parevano finiti per sempre in un’immensa quanto pericolosa palla di fuoco.

Fuoco che si era sprigionato, a quanto è stato riferito, da alcuni modelli Volt parcheggiati nell’autorimessa dell’ente governativo americano per la sicurezza stradale NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), in seguito ai crash test cui erano stati sottoposti.
In particolare le fiamme parevano divampare a causa dei forti urti laterali piuttosto che dopo le prove di impatto frontale, come se botte particolarmente decise sulle fiancate intaccassero l’integrità del pacco batterie e causassero scintille pericolosissime.

E invece no, niente De profundis. Infatti, dopo settimane di intensi test aggiuntivi, l’agenzia NHTSA ha posto fine alle illazioni sulla pericolosità del veicolo ibrido, affermando che non esistono rischi d’incendio più elevati rispetto a quelli di una tradizionale vettura a benzina.
A quel punto, un grido di giubilo si sarà alzato sia dalle stanze dei bottoni del quartier generale GM a Detroit, sia dall’ufficio ovale della Casa Bianca.

Nel frattempo, Chevrolet non era rimasta con le mani in mano, forse anche per il timore di vedere svanire in un baleno tutto il consenso raccolto dai clienti soddisfatti e andare in fumo gli investimenti fatti sulla propulsione extended range.
Con un intervento rapidissimo sul progetto, ha apportato modifiche strutturali al tunnel centrale delle batterie a forma di T che funge da gabbia di sicurezza, per redistribuire meglio il carico, provvedendo in più ad indurire le plastiche protettive. Altre correzioni sono state apportate al sistema di raffreddamento a liquido del pacco batterie con l’introduzione di un nuovo sensore per monitorarne la temperatura e l’installazione di una barriera contenitiva per impedire la fuoriuscita dello stesso liquido refrigerante.
Queste innovazioni sono state apportate già alla catena di montaggio per tutte le nuove Volt in costruzione, ma potranno essere facilmente estese alle auto già in circolazione con un semplice passaggio in officina, ovviamente gratuito.

struttura Chevrolet Volt

Adesso possiamo esultare anche noi, che tante parole avevamo speso a suo favore.

by Elle Sato, the Volt specialist

Scatola nera per automobili, questa sconosciuta!

GiselleLa lenzuolata di liberalizzazioni che il governo italiano ha calato sulla testa degli italiani, ad alleviare parzialmente la stangata natalizia, comprende tra le disposizioni più interessanti quella relativa all’incentivazione all’utilizzo della scatola nera sulle vetture, per ottenere un serio sconto sulla polizza RC auto.
Un rapido sguardo ai siti internet delle principali compagnie assicurative, tradizionali e online, trova le prime maggiormente preparate e informate delle seconde: il decreto liberalizzazioni prevede che l’installazione di questo dispositivo resterà a carico delle assicurazioni e comporterà uno sconto obbligatorio sulla polizza (ancora da definirsi).

Cerchiamo di capire meglio che cos’è questa scatola nera; il dispositivo ufficiale approvato dall’ISVAP (l’istituto incaricato di vigilare sulle tariffe assicurative) si chiama Check Box e viene montato sui veicoli collegandolo alla porta diagnostica ODB. Da questa presa standard è possibile rilevare una lunga serie di parametri, dalla velocità al regime di rotazione del motore passando per la marcia inserita, che può essere registrata e ritrasmessa grazie ad un modulo GSM/GPRS.
L’apparecchio, resistente ad urti e sbalzi di temperatura, è in grado di comprendere l’avvenuto incidente e ne mantiene traccia immagazzinando le informazioni registrate a partire da 40 secondi prima dell’impatto fino a 10 secondi dopo. Niente più truffe alle assicurazioni? È quello che si spera.

In aggiunta, questo dispositivo comprende un’antenna GPS in grado di localizzare in tempo reale la posizione della macchina che lo monta.
I vantaggi appaiono notevoli: prima di tutto quello meramente economico legato ai risparmi promessi sulla RC; in secondo luogo la scatola nera è programmata per inviare una richiesta di soccorso ad incidentate avvenuto, mostrando l’esatta posizione in cui il mezzo si trova.

Anche in caso di furto il GPS fa la sua parte segnalando continuamente gli spostamenti del veicolo rubato.

Questo sistema, d’altronde, non è una novità assoluta sebbene la sua diffusione sia stata frenata dal timore di giuste sanzioni nel caso di guida “allegra”. Il nostro auspicio è che i consumatori riconoscano l’incremento del livello di sicurezza apportato da questo strumento, anche se sarà più probabilmente lo sconto promesso nel decreto liberalizzazioni ad incentivare la sua installazione.

Non per tutti è così, però. Amanti della sicurezza come sono, i nostri amici della Underground Racing hanno precorso i tempi pensando bene di dotare la loro famosa Lambo da 1.250 CV di una “scatola nera” con segnalazione acustica del superamento del limite di velocità: dalla tonalità degli urli si può monitorare la correttezza dello stile di guida del pilota.

by Elle Sato, the car specialist