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Scatola nera per automobili, questa sconosciuta!

GiselleLa lenzuolata di liberalizzazioni che il governo italiano ha calato sulla testa degli italiani, ad alleviare parzialmente la stangata natalizia, comprende tra le disposizioni più interessanti quella relativa all’incentivazione all’utilizzo della scatola nera sulle vetture, per ottenere un serio sconto sulla polizza RC auto.
Un rapido sguardo ai siti internet delle principali compagnie assicurative, tradizionali e online, trova le prime maggiormente preparate e informate delle seconde: il decreto liberalizzazioni prevede che l’installazione di questo dispositivo resterà a carico delle assicurazioni e comporterà uno sconto obbligatorio sulla polizza (ancora da definirsi).

Cerchiamo di capire meglio che cos’è questa scatola nera; il dispositivo ufficiale approvato dall’ISVAP (l’istituto incaricato di vigilare sulle tariffe assicurative) si chiama Check Box e viene montato sui veicoli collegandolo alla porta diagnostica ODB. Da questa presa standard è possibile rilevare una lunga serie di parametri, dalla velocità al regime di rotazione del motore passando per la marcia inserita, che può essere registrata e ritrasmessa grazie ad un modulo GSM/GPRS.
L’apparecchio, resistente ad urti e sbalzi di temperatura, è in grado di comprendere l’avvenuto incidente e ne mantiene traccia immagazzinando le informazioni registrate a partire da 40 secondi prima dell’impatto fino a 10 secondi dopo. Niente più truffe alle assicurazioni? È quello che si spera.

In aggiunta, questo dispositivo comprende un’antenna GPS in grado di localizzare in tempo reale la posizione della macchina che lo monta.
I vantaggi appaiono notevoli: prima di tutto quello meramente economico legato ai risparmi promessi sulla RC; in secondo luogo la scatola nera è programmata per inviare una richiesta di soccorso ad incidentate avvenuto, mostrando l’esatta posizione in cui il mezzo si trova.

Anche in caso di furto il GPS fa la sua parte segnalando continuamente gli spostamenti del veicolo rubato.

Questo sistema, d’altronde, non è una novità assoluta sebbene la sua diffusione sia stata frenata dal timore di giuste sanzioni nel caso di guida “allegra”. Il nostro auspicio è che i consumatori riconoscano l’incremento del livello di sicurezza apportato da questo strumento, anche se sarà più probabilmente lo sconto promesso nel decreto liberalizzazioni ad incentivare la sua installazione.

Non per tutti è così, però. Amanti della sicurezza come sono, i nostri amici della Underground Racing hanno precorso i tempi pensando bene di dotare la loro famosa Lambo da 1.250 CV di una “scatola nera” con segnalazione acustica del superamento del limite di velocità: dalla tonalità degli urli si può monitorare la correttezza dello stile di guida del pilota.

by Elle Sato, the car specialist

Donne al volante… pericolo costante?

Women2drive FemenIn Arabia Saudita cresce la protesta del movimento Women2drive, dopo l’arresto di Manal al-Sharif, che mise su Youtube un video in cui guidava e spiegava i motivi del suo gesto; anche le attiviste ucraine del Femen sono scese in strada (come al solito nude) per sostenere le “colleghe” dell’unico paese al mondo che proibisce alle donne di guidare.

Per noi europei, facile schierarsi contro la discriminazione femminile in un Paese arabo; pochi sanno però che proprio in Italia le Compagnie di Assicurazioni Auto possono agire in deroga alla direttiva europea 2004/113/CE, che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, anche nel campo della sicurezza stradale.

In pratica possono aumentare (e molte lo fanno) le tariffe alle donne che guidano, e potranno farlo fino al 21 dicembre 2012, limite entro cui l’Italia dovrà uniformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia Europea. Così, mentre la protesta via Twitter delle donne saudite potrebbe portare presto a una vera rivoluzione culturale, in Italia dovremo aspettare più di un anno per vedere ristabilito un diritto naturale.

Paradossale poi la motivazione discriminante, ovvero la possibilità per le Compagnie di differenziare i prezzi a patto che i dati statistici sui quali si basano “i loro calcoli sono affidabili, regolarmente aggiornati e a disposizione del pubblico”; poche li rendono pubblici e quelli che si conoscono parlano di una percentuale doppia di rischio incidente… ma per gli uomini!
Infatti, se un uomo su dieci causa un incidente per distrazione (motivo maggiore, il cambio del programma musicale), solo una donna su venti commette lo stesso errore.