
gen 4, 2010

Phenom: il fenomeno cinese diventa globale!
Progettata per rispondere a tutti i requisiti omologativi e funzionali tipici dei mercati internazionali, la nuova citycar proposta da
Great Wall promette di soddisfare tutti i canoni di sicurezza, comodità e praticità; carattere grintoso, muso deciso (calandra molto originale, qualche vago richiamo a Lancia), linee curve morbide quanto basta. La strategia della più occidentale tra le case costruttrici cinesi è ben rappresentata da questo modello: inserirsi in un segmento molto competitivo (il B in questo caso), accettando le regole dello scontro pur mantenendo un lieve vantaggio nei prezzi finali.
Interni di qualità, studiati per sfruttare al meglio lo spazio, comodi e con l’omologazione a 5 posti; sedili posteriori sdoppiati e scorrevoli separatamente, completamente abbattibili per la massima capacità e praticità di carico. Due nuovi motori Great Wall, GW4G13 1300 (86 Cv/64 kw) e GW4G15 1500 (104Cv/77 kw), entrambi con configurazione 4 cilindri in linea a 16 valvole con doppio albero a camme. Trasmissione, sempre di progettazione e produzione Great Wall, un cambio manuale a 5 rapporti e un automatico CWT 6 marce a variazione elettronica continua. ABS, EBD, 4 airbag, l’equipaggiamento per la sicurezza attiva e passiva.
In Italia la Phenom sarà una delle auto novità 2010, anche nelle versioni Ecodual a doppia alimentazione, benzina/GPL e benzina/metano.

dic 29, 2009

Anche Volvo si tinge di giallo
Due miliardi di dollari: sono tanti, ma solo un terzo di quanto Ford aveva sborsato per accaparrarsi Volvo, dieci anni fa. La crisi non perdona le case automobilistiche americane, e dopo la fallita vendita di Saab da parte delle General Motors, la casa della prima auto di serie costruita in catena di montaggio, cede il marchio svedese ai cinesi della Geely.
L’acquisto di Volvo è significativo, non per le dimensioni della casa svedese, ma per la tradizione innovativa di cui è stata arteficie: dal 1944 sono state moltissime le novità introdotte dal rolling stone dei marchi (Volvo deriva dal latino volvere, rotolare).
Gabbia di sicurezza (1944), parabrezza in vetro laminato, cinture di sicurezza a tre punti per sedili anteriori, cinture di sicurezza posteriori, poggiatesta anteriori, seggiolino per bambini in senso opposto alla marcia e chiusura centralizzata a prova di bambino, paraurti ad assorbimento di energia, ABS (Antilock Braking System), terza luce d’arresto posteriore, airbag lato conducente, regolazione automatica in altezza delle cinture di sicurezza anteriori, sistema di protezione antiribaltamento ROPS (modelli cabriolet), sistema di protezione contro il colpo di frusta WHIPS, sistema di fissaggio ISOFIX per tutti i seggiolini, vetro idrorepellente WRG… fino al CWBS, Sistema anticollisione con frenata automatica.
Nel 2010 la Cina diventerà il primo mercato mondiale dell’auto: Geely, BAIC, Tengzhong (che ha comprato il marchio Hummer, garantendo il mantenimento di 3.000 posti di lavoro negli Stati Uniti), Great Wall, Chery (che ha smentito l’interesse per Termini Imerese, confermando però la scelta di espandersi all’estero). Se i governati cinesi permetteranno la fusione con le piccole-medie industrie nelle varie provincie, le case cinesi diventeranno dei competitors globali di primo piano.

dic 28, 2009

Great Wall Hover: suv oggi, crossover domani
La pressione cinese sui mercati occidentali si sta facendo sentire sempre di più, e per la prima volta anche il settore dell’auto inizia a fare seriamente i conti con l’aggressività dei costruttori asiatici; dopo la svendita della
tecnologia Saab, l’arrivo di soluzioni italo-cinesi come la
DR5 (e ora della citycar DR1), le voci su Termini Imerese, la vendita di Volvo (ne parleremo nel prossimo articolo)… quello che più preoccupa è il cambio di mentalità delle case automobilistiche cinesi. Infatti, dopo anni caratterizzati dalla nascita di piccole aziende locali, che puntavano sulle copie (spudorate) dei modelli europei e americani, la stategia è cambiata seguendo due linee guida, ovvero l’unificazione e assorbimento dei piccoli marchi (per limitare a 5-6 le case produttrici e aumentarne le dimensioni per competere a livello globale) e la produzione di modelli originali con tutti i requisiti minimi di sicurezza e finiture, necessari per sfondare anche da noi.
Tra i primi esempi di questo cambiamento in Italia, il suv Hover, della Great Wall, importato da Eurasia Motors; concepito partendo dalle classiche linee dei suv nordamericani, si evolverà (nel 2010?) in un crossover con una linea decisamente originale (circolano già alcune foto teaser). Sopratutto, inizierà la produzione di automobili seguendo la filosofia occidentale (pur mantenendo costi minori)… Great Wall incarna questo spirito, essendo una società privata con dimensioni medie (20.000 addetti di cui 2.000 ingegneri con formazione internazionale che operano nel Centro di Ricerca e Sviluppo), il cui marchio è distribuito in ben 128 mercati.
Sulle sue auto, motori a benzina, anche nelle varianti Ecodual benzina/Gpl e benzina/metano; attenzione alla sicurezza; riconoscimento europeo: quando poi sarà in vendita, il crossover Hover M proporrà un nuovo design, l’omologazione come vettura 5 posti, un motore 2.4 da 126 Cv Euro4 di derivazione Mitsubishi, il cambio 5 marce (trazione posteriore o integrale).
Prossimamente presenteremo anche la Phenom (citycar con frontale decisamente accattivante); l’onda gialla è alle porte, quale sarà la nostra muraglia per contenerla?