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Nuova Grande Muraglia, contro il made in USA

Dazi Grande MuragliaNel Mondo in cui viviamo, siamo abituati a pensare a un mercato unico globale che si estende dall’Europa, all’Asia orientale, all’America, nel quale ogni tipo di bene e merce può essere acquistato e spedito ovunque. nel giro di qualche giorno o settimana.

Di pochi giorni fa la notizia che scuote il settore automotive e va controcorrente rispetto alla recente apertura di Cuba: il Governo cinese ha deciso di introdurre dazi anti-dumping sui veicoli prodotti in America, con motore di cilindrata superiore ai 2,5 litri.
Le tariffe stabilite varieranno tra un minimo pari al 2% ad un massimo di 21,5%, così cospicue da procurare seri problemi a tutti i grossi SUV made in USA; la motivazione addotta per questo provvedimento è la neutralizzazione degli aiuti statali, ricevuti dalle grandi malate di Detroit.

Infatti, le case maggiormente coinvolte da questa politica saranno GM e Chrysler, insieme alla giapponese Honda e alle tedesche BMW e Mercedes-Benz (che hanno siti produttivi in Ohio, Alabama e South Carolina), mentre la terza delle Big Three, Ford, potrà avvantaggiarsi dall’avere delocalizzato la produzione delle proprie auto, destinate alla Cina, fuori dagli States.
Dopo questa mossa le case automobilistiche mondiali avranno una motivazione in più per installare insediamenti produttivi al di là della “Grande Muraglia anti-dumping” eretta in Cina. Fino a oggi, d’altronde, le dimensioni ragguardevoli del neonato mercato cinese avevano spinto molti produttori a creare joint venture con produttori locali secondo le stringenti normative che caldeggiavano questa soluzione.
Per questi motivi e per ovvie opportunità commerciali la BMW ha deciso di giocare in anticipo, presentando un progetto di joint venture con Brilliance JinBei Automobile Co., con la quale già al Salone di Shangai 2010 aveva presentato la Serie 5 ibrida plug-in. La nuova società sarà finalizzata alla creazione di un marchio di respiro internazionale, specializzato in veicoli ad alimentazione elettrica. Sebbene la fase di pre-produzione della serie i, totalmente elettrica, sia ad uno stadio avanzato, la casa bavarese ritiene indispensabile sfruttare le possibilità offerte da un mercato in espansione come quello cinese, per accumulare esperienza da riversare nelle auto business destinate all’Europa in un prossimo futuro.
Sul maggiore campo di battaglia, presente e futuro, per il settore automobilistico convivono quindi sempre più spesso aspetti diametralmente opposti, che spaziano da pratiche protezioniste (che riteniamo sorpassate) a incentivi per investimenti in tecnologia all’avanguardia in materia di consumi ed emissioni nocive.

Forse a Shanghai potremo iniziare a vedere qualcosa, oltre la coltre di smog perenne!

by Elle Sato, the car specialist

Nissan produrrà un’auto ecologica… cinese

Nissan ha stretto una joint venture con Dongfeng, uno dei tre colossi dell’industria automobilistica Cinese. Insieme, entro il 2015, produrranno un veicolo ecologico destinato al mercato locale.

Ecco come ha commentato la notizia Carlos Ghosn, l’amministratore delegato di Nissan: “È lampante la necessità di auto che siano economicamente abbordabili, pratiche, spaziose e a emissioni zero. Attualmente Nissan è leader di mercato a livello globale nella mobilità a emissioni nulle, con 10.100 Nissan Leaf vendute in tutto il mondo all’attivo.”
L’amministratore delegato ha dichiarato la forte intenzione da parte di Nissan di seguire le direttive del Governo Cinese per l’adozione di vetture a zero emissioni e la volontà di produrre le auto direttamente in Cina con marchio Venucia.

Il fatto che Nissan non proponga direttamente la sua Leaf, ma sviluppi un modello che le somiglia molto, direttamente in Cina e vendendola con nome cinese, chiarisce bene i rapporti di forza e la volontà del governo Cinese di non comparire come acquirente di un prodotto straniero, ma produttore di auto di tecnologia avanzata. Se non tutti apprezzeranno queste sottigliezze c’è almeno da sperare in una vera svolta verde della nazione più popolosa della terra.

E Nissan non sembra certo turbata; proprio nei giorni scorsi ha rivelato i propri progetti a medio-lungo termine per la regione ASEAN, che comprende i mercati di Thailandia, Indonesia, Malesia, Filippine e Vietnam.
Gli Obiettivi sono cristallini: Nissan si prefigge entro 6 anni di triplicare le vendite, accrescendo dunque la quota di mercato, raggiungendo le 500.000 unità (partendo dalle attuali 150.000). Una delle strategie perché ciò sia possibile è l’introduzione di oltre 10 nuovi modelli nel periodo suddetto e, DongFeng docet, la collaborazione con gli enti governativi di ciascun paese. Questo dovrebbe garantire alcuni vantaggi competitivi alla casa produttrice. Tra questi 10 modelli, fortunatamente, possiamo aspettarci di vedere nuove vetture a impatto zero o, almeno, dalle emissioni ridotte, il cui costo non sarà proibitivo ai più.

L’investimento prevede inoltre che la sezione di R&D risulti sempre più localizzata e che venga potenziata grazie all’ampliamento del Nissan Technical Center South East Asia–Indonesia (NTCSEA-I), centro che dovrebbe riuscire a garantire tempi di consegna e reazione più rapidi e la possibilità di cogliere al meglio le esigenze del cliente. Anche la produzione avverà parzialmente nell’area ASEAN, per le stesse motivazioni e perché, come ha dichiarato Toru Hasegawa, Presidente di NMAP (Nissan Motor Asia Pacific Co) e di Nissan Motor Thailand (NMT), “Prevediamo che ben presto oltre la metà dei volumi di vendita mondiali andrà a soddisfare la domanda automobilistica in rapida crescita dei mercati emergenti. I paesi ASEAN, compresi Thailandia e Indonesia, rivestono un’importanza strategica per la nostra crescita. Il nuovo piano a medio termine ASEAN dimostra il nostro fermo impegno nei confronti della regione, e delinea una chiara direzione da seguire per la realizzazione della strategia Nissan”.

Dopo il successo negli Stati Uniti e le molte iniziative per portare l’elettrico anche in Europa, Nissan intende confermarsi il marchio di riferimento globale per le vendite di auto elettriche.