Tutti i post con tag auto-ibride-elettriche

Fiat Multipla Hybrid Power: accadeva nel 2000

Fiat Multipla Hybrid PowerParlare di ibride o di concept car dal cuore verde sembra ovvio, vista la diffusione del fenomeno e gli investimenti nel settore che accomunano tutte le case (o quasi); infatti il gruppo Fiat-Chrysler non sembra per il momento interessato ad ampliare la propria gamma con un modello ad alimentazione mista.
Alcune affermazioni degli ultimi giorni del ministro per l’Ambiente Clini, però, ci hanno fatto tornare in mente che correva l’anno 2000 quando Fiat presentò al Salone di Ginevra una Multipla speciale, realizzata con l’apporto di Magneti Marelli, che anticipava i sistemi ibridi attuali.

Multipla hybridVediamo qualche dettaglio: la Multipla Hybrid Power era spinta da un motore a benzina 1.6 16V con 103 CV, al quale era associato un piccolo motore elettrico che sviluppava costantemente una potenza di 15 Kw, con picchi fino a 30 Kw.
Sfruttando la sola propulsione tradizionale, l’auto poteva raggiungere i 155 Km/h, mentre, secondo quanto dichiarato, era in grado di viaggiare per 80 Km in modalità elettrica, sviluppando una velocità massima di 80 Km/h.

Con questa configurazione la Multipla Hybrid Power poteva funzionare in tre modalità differenti: completamente elettrica, extended range (quando il motore a benzina veniva destinato esclusivamente a ricaricare le batterie) oppure ibrido.

selettore multipla ibridaQui gli elementi al litio ancora non comparivano, infatti sotto al pianale erano installate 15 batterie al nichel-idruro per un totale di 19 Kwh, ma era già prevista la possibilità del plug-in alle prese domestiche. Il cambio era un semplicissimo robotizzato Selespeed ed era stato progettato anche un sistema di recupero dell’energia in frenata.

Questa è la storia di un’occasione mancata, di lungimiranza assente e di investimenti non calibrati, poiché delle dieci vetture che Fiat avrebbe dovuto costruire, in risposta ad un progetto sperimentale del Comune di Napoli, non si hanno più notizie.
Sicuramente per Toyota è stato difficile far digerire la sua Prius, che all’inizio aveva un po’ del Paperino (brutta e sfortunata), ma in pochi anni è divenuta una vera e propria icona.
Allo stesso modo Honda ha creduto nell’alimentazione elettrico-benzina e ci ha speso tempo e denaro raggiungendo, è notizia di pochi giorni fa, le 800.000 vetture ibride prodotte, di cui 200.000 nel solo 2011.
La tendenza delle case è di arrivare ad avere almeno un modello ibrido in gamma entro breve termine.

Fiat-Chrysler è certamente impegnata a rinnovare e ampliare la gamma con vetture di nuova concezione, come la Dart e la Panda, oppure attraverso lo sfruttamento delle sinergie di gruppo, vedi la Thema, ma quale apporto darà allo sviluppo delle tecnologie ibride?
La replica più probabile al momento dovrebbe essere: “No comment”.

by Elle Sato, the car specialist

La mobilità urbana del futuro passa da Londra

Volvo Hybrid BusMobilità ecocompatibile ed ecosostenibile. Il tema è scottante in questi giorni di rincari del carburante e blocchi del traffico. E poiché non ci possiamo affidare solamente alle citycar private per muoverci nelle nostre cittadine, è giusto che si punti a migliorare il servizio dei trasporti pubblici e a minimizzarne i consumi. Londra 2012 sembra voler dare il buon esempio.

Nel caso specifico non ci riferiamo ai prossimi Giochi Olimpici che saranno organizzati nella capitale britannica l’estate prossima, ma semplicemente alle decisioni in merito alla mobilità urbana che, prese in questi ultimi giorni del 2011, influenzeranno l’anno entrante.
La prima decisione, che ha lasciato i più interdetti, è la marcia indietro fatta dal sindaco Boris Johnson riguardo ai bus a fisarmonica con snodo centrale; il primo cittadino si è scagliato contro questo tipo di veicolo definendolo “mostro goffo e ingombrante” e insieme a Trasport for London (TfL) ha deciso di ritirarli dalle strade dopo una decina d’anni di servizio.
I motivi addotti sono stati due: la sua pericolosità nei confronti dei ciclisti, categoria cui lo stesso Johnson appartiene; la triste nomea di free bus che si erano guadagnati per la facilità con cui i passeggeri potevano eludere i controlli sui biglietti. Non tutti gli utenti hanno però apprezzato questa decisione, ad esempio un’associazione di tutela delle persone anziane e dei disabili ha protestato che i mezzi che sostituiranno le fisarmoniche avranno spazi ristretti per le loro esigenze. Inoltre, il numero totale di posti a disposizione sulle corse saranno drasticamente ridotti, visto che non verranno istituite maggiori corse, mentre quelle già esistenti saranno servite con mezzi meno capienti.
A prendere il posto dei free bus entro tempi brevissimi due differenti tipi di rossi double-decker.

Il primo tipo (foto in alto) è già in dotazione alla britannica Arriva (che gestisce i mezzi per conto di TfL) ed è rappresentato da 26 fiammanti Autobus a due piani Volvo con alimentazione diesel-ibrida. Rispetto ai fratelli più anziani già in servizio, questi nuovi modelli, basati sul progetto del Volvo 7700 ad un solo piano circolante in Svezia, promettono una riduzione dei consumi pari al 34% rispetto ai tradizionali mezzi a gasolio. Proprio questi ottimi risultati hanno permesso a Volvo di vincere la gara d’appalto indetta da TfL, poiché i rivali non sono stati in grado di strappare performance migliori ad un risparmio del 27% (secondo classificato); al momento questa tecnologia ibrida sembra essere stata implementata seriamente solo dalla casa svedese che è già riuscita a piazzare, in giro per il mondo, 300 di questi modelli.

RoutemasterIl secondo tipo invece è una rivisitazione modernissima dei cari vecchi Routemaster che hanno dato origine al mito dei Red double-decker.
Il prodotto finale, vincitore di un lungo concorso pubblico, nasce da una joint-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd., mentre la realizzazione sarà opera della Wrightbus, una ditta dell’Irlanda del Nord.

Il nuovo Routemaster, che dovrebbe iniziare a circolare già nel 2012, ha soddisfatto i requisiti stilati dalla commissione voluta dal sindaco di Londra.

Abbattimento delle emissioni (40% in meno di NOx e 33% in meno di polveri sottili), riduzione dei consumi di carburante (grazie al motore ibrido) e miglioramento dell’accesso e dello spazio interno, pur mantenendo una linea avveniristica.

Il risultato è sorprendente: grandi spazi vetrati, una ventilazione interna sorprendente, tre porte di salita e due ampie scale per l’accesso al piano superiore. A completare il tutto, sul posteriore è stata posta una calotta semisferica, citazione non tanto velata agli ormai vetusti Routemaster tanto cari all’immaginario collettivo, ed il famoso predellino per i salti in corsa.

Insomma, prendendo in considerazione anche nostri precedenti post in cui illustravamo i primissimi scuolabus a trazione totalmente elettrica, possiamo dire che l’anima green sta trionfando in tutti i settori legati ai trasporti, con nostra grande soddisfazione.

Non ci resta che augurare buon viaggio ai tanti turisti italiani che per le feste visiteranno Londra e potranno sperimentare questi nuovi gioielli.

Story by Elle Sato, the car specialist