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Range Extender: Volvo diventa sempre più verde

Range Extender VolvoQualcuno temeva che il blu del marchio Volvo, dopo essere stato venduto al gruppo cinese Geely, diventasse… giallo; invece il know-how che ha caratterizzato le auto scandinave, continua a produrre i suoi frutti, ovvero nuove tecnologie, sempre più performanti ed ecologiche.

Infatti, nel 2012 inizieranno a circolare due C30 ibride, equipaggiate con questo nuovo sistema in due varianti: la prima avrà un collegamento in serie tra il motore a benzina e il propulsore elettrico, la seconda in parallelo (disegno a destra), con l’aggiunta di un cambio automatico a 6 rapporti. Il motore elettrico avrà 112 cavalli e sarà posizionato all’avantreno, in abbinamento al generatore delle batterie da 40 KW e ad un serbatoio da 40 litri, che potrà contenere come carburante benzina o etanolo E85.

La vettura “in serie” avrà come motore posteriore un 3 cilindri da 60 cavalli, quella “in parallelo” un turbo 3 cilindri da 190 cavalli. L’autonomia in modalità solo elettrica è prevista rispettivamente in 110 e 75 chilometri.
Come già previsto per la V60 ibrida, entrambe le versioni della c30 ibrida potranno percorrere, con un pieno di 40 litri, più di 1.000 chilometri, con emissioni di CO2 inferiori a 50 g/km.

Capitali cinesi e ricerca nordica… giallo più blu ha come risultato il verde!

Coordinamento Italiano per l’Auto Elettrica

Sempre più dibattiti e incontri sul tema dellenergia...

Sempre più dibattiti e incontri sul tema dell'energia...

Nascerà domani, inteso proprio come Giovedì 16 settembre 2010; industria, ricerca, politica… tre mondi che cercano un punto d’incontro per convogliare in modo virtuoso gli sforzi verso la realizzazione di un modello produttivo diverso, più competitivo e meno inquinante, che rilanci il settore auto.

L’argomento dell’Energia, dalla sua creazione all’utilizzo finale, è uno dei temi più importanti per il futuro dell’Italia; le auto elettriche, in un paese dove si importano carburanti fossili ma si potrebbe generare l’energia dal solare, è ancora più attuale e decisivo che in altre nazioni.

A Dallara, bTicino e Centro ricerche Fiat, si sono aggiunti tantissimi soggetti, quasi cento: Ferrari, Pininfarina, Brembo, Eni, Electrolux, Agusta Westland, Barilla, Geox… per sottoscrivere un documento che faccia nascere una vera piattaforma italiana sulla mobilità elettrica.

Università, dipartimenti e centri di ricerca pubblici, Commissione europea, Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sviluppo economico), imprese… obiettivo emissioni zero, ma senza finanziamenti iniziali. Il tavolo vedrà la discussione dei vari soggetti, in attesa di contributi statali o da privati. La speranza è che il modello diventi virtuoso, come in Francia e Germania, molto più avanti nella fase di coordinamento e già alle prese con i test su strada.

Anche in Italia ci sono progetti per verificare l’autonomia dei motori elettrici e la loro competitività commerciale (come E-Moving e Smart); quello che manca è un progetto di fondo, che questo Governo, ancorato a discorsi ampiamente superati come il nucleare, non sembra in grado di promuovere.
Forse sarà la pressione esercitata dalla crisi e dalle iniziative dei costruttori stranieri, unita alla capacità imprenditoriale italiana (quella rimasta, magari delle piccole realtà), a farci trovare una “via italiana” verso le auto emissioni zero.