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Referendum 12 e 13 Giugno, a Milano si vota anche per estendere l’area “verde” dell’Ecopass

Referendum MilanoNonostante la poca informazione dei network e delle TV nazionali, domenica 12 e lunedì 13 giugno saranno tantissimi i milanesi che si recheranno ai seggi, per votare ai referendum; infatti, oltre ai 4 quesiti nazionali, ci saranno 5 schede con domande riferite alla città di Milano, per conoscere l’opinione dei cittadini sulle questioni più dibattute dell’ultimo periodo elettorale.

La scheda più interessante per i lettori di questo blog, dovrebbe essere la numero 1, di colore marrone; riunisce molteplici domande sulla mobilità urbana, la gestione dell’inquinamento, la politica di investimento nella viabilità pubblica.
Milano è ciclicamente afflitta dallo smog (e anni di politiche di breve “respiro” come le domeniche a piedi non sono servite), quindi sarà importante conoscere il parere dei milanesi, con Pisapia che si è dichiarato disponibile a prendere in grande considerazione il risultato referendario.

In sintesi, la domanda riguarda l’ampiamento della zona di traffico limitato, con aumento delle tariffe e conseguente reinvestimento nella mobilità pubblica; premesso che la maggior percentuale di inquinamento deriva dai riscaldamenti delle abitazioni e degli uffici, le altre due importanti cause risiedono nell’ordine nell’arretratezza del parco mezzi dell’ATM e nel numero di veicoli circolante (e relativi ingorghi).

La speranza è, che per una volta, si cerchi una soluzione e non un rimedio; altre metropoli stanno facendo passi avanti (Parigi, Monaco…), riqualificando le aree verdi e il rapporto tra mobilità e residenti… vedremo se a Milano il vento è cambiato.

Smog a Milano, domenica tutti a piedi?

Milano con il cielo azzurro da cartolina, sempre meno giornate così...

Milano con il cielo azzurro da cartolina, sempre meno giornate così...

L’inquinamento dell’aria è uno dei principali problemi di Milano, da tempo immemore vittima di ciclici periodi dominati da una cappa di smog grigio, ben visibile soprattutto nelle belle giornate, quando si proviene da fuori città.

Questa volta il piano antismog pensato dal comune di Milano prevede due diverse fasi di limitazioni: dopo il 12° giorno di sforamento dei valori limite, scatta il divieto di circolazione per tutto il giorno, per le categorie già bloccate dalle 7.30 alle 19.30 dei giorni da lunedì a venerdì (veicoli diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, e benzina Euro 0). La domenica successiva al 12° giorno di sforamento, è previsto il blocco totale del traffico; inoltre, viene limitata l’accensione dei riscaldamenti a 13 ore al giorno (al posto di 14) e la temperatura massima di 19°, invece dei consueti 20 gradi ammessi.

Anche questa volta si tratta di una stategia di breve termine, che cerca di porre un rimedio temporaneo; dato che a deciderla sono dei politici, la loro preoccupazione maggiore sembra quella del consenso (vengono puniti i non residenti) e dell’azione mediatica. In realtà, dato che la maggior parte dell’inquinamento è procurato dai riscaldamenti, una vera soluzione si potrebbe cercare partendo prima da questo aspetto, e non in modo saltuario.
Secondo problema, l’inquinamento dei mezzi pubblici, superiore a quello dei veicoli privati; il comune dovrebbe pensare a una grande campagna di sostituzione e aggiornamento dei mezzi, potenziandone il numero ma diminuendone l’impatto.
Ultimi, i veicoli dei pendolari e i furgoni per le consegne; le auto private dovrebbero essere limitate sempre, ma con una strategia di fondo, prendendo ad esempio il car-sharing di Parigi e pensando a grandi parcheggi in periferia (da servire con mezzi pubblici) e incentivando fenomeni come il car pooling.
A ridurre il pericoloso particolato da diesel, dovrebbe contribuire il nuovo regolamento di limitazione dei mezzi commerciali, che entrerà in vigore il 31 gennaio, dopo anni di attesa; da verificare, l’effettiva capacità del Comune di punire i trasgressori.

Qualunque sia il risultato del prossimo blocco del traffico, non è più possibile dilazionare un cambiamento di mentalità (e di progettazione), per una grande realtà europea come Milano; nonostante ci siano le prime, ottime iniziative, verso le auto elettriche (vedi Renault), sono modelli come quello di Parma da prendere in considerazione.
Visto il fallimento di iniziative come l’Ecopass e dei ripetuti divieti, il prossimo primo inquilino del Comune di Milano dovrà essere capace di decisioni di largo respiro, per permettere alla città del Duomo di avere un cielo azzurro la maggior parte dell’anno.