
GRANDE RACCORDO ANULARE
La manovra più temuta per gli automobilisti (soprattutto romani) è arrivata… e si tratta di una inversione a U, ma a farla sarà il Governo Italiano, promessa di lacrime e sangue per tutti.
In Commissione infatti si stanno delineando vari interventi, tra cui l’appricazione delle tariffe autostradali su tutti i tratti con le caratteristiche di legge; il Grande Raccordo Anulare è in realtà una autostrada (la A90), quindi rientra nella tipologia, pur essendo considerata la tangenziale di Roma.
I politici locali (sindaco di Roma, presidente della Provincia e della Regione…) si dichiarano tutti fortemente contrari, ma se si applica lo stesso principio per tutti, allora pare inevitabile che verranno messi i pedaggi sul GRA; ovviamente, nell’Italia dei privilegi, è possibile una norma ad hoc proprio per salvaguardare l’interesse di alcuni, quindi non diamo per scontato il pagamento.
Da una parte, il problema del traffico intenso sul Raccordo (estremizzato anche dalla famosa parodia di Venditti fatta da Guzzanti) si aggraverebbe, se venissero posizionati caselli a tutti i suoi accessi (ben 42 gli svincoli); dall’altra, le già esasperanti code e le tariffe potrebbero spingere più automobilisti verso i mezzi pubblici. Come a Milano, c’è da considerare il fatto che la metropoli non è più all’interno dell’anello che la circondava, ma oramai lo ha inglobato; così, pur essendo una autostrada, il GRA è diventata un vera e propria “superstrada” interna al centro abitato.
Qualsiasi decisione verrà presa scontenterà una parte, ma in tempi di crisi anche i politici di Roma potrebbero non bastare per modificare la legge.


