
dic 21, 2009

Il ministro Matteoli è favorevole all'innalzamento del limite...
“Sono favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade a tre corsie e con il sistema Tutor ma non per tutte le auto, ma per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Non le auto piccole”; queste le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti Matteoli, in merito alla proposta della Lega Nord di elevare a
150 km/h il limite
in tutta la rete autostradale.
Contraria l’associazione dei consumatori, l’Adusbef: “Siamo contrari ad aumentare i limiti di velocità a 150 Km orari in autostrada. È pericoloso. Anzi bisognerebbe fare regole più stringenti per prevenire gli incidenti stradali e verificare la sicurezza delle auto”; “assolutamente contrario” anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che prosegue dicendo “basta con questa cultura aggressiva in auto. C’è già un livello di maleducazione enorme e spesso anche il tutor viene ignorato. Con questa liberalizzazione della velocità invece di andare a 150 Km orari, andranno a 170. Non ha senso. Dobbiamo comprendere che l’auto può diventare facilmente uno strumento di morte, altro che tre corsie”. La Fondazione Ania si schiera col fronte del no, perché pensa che si stia introducendo “una forma di deresponsabilizzazione nei confronti degli utenti. Diciamo attenzione a questo provvedimento perché il messaggio sarebbe proprio quello di una scarsa attenzione al comportamento di chi guida. E la prima causa di morte sulle strade sono proprio i comportamenti degli automobilisti”.
Gli aspetti da considerare sono due, l’aumento di velocità (e quindi, esponenzialmente, dei rischi) e la suddivisione tra vetture autorizzate e auto “piccole”; prima di autorizzare una maggiore velocità, bisognerebbe verificare la percorribilità dei tratti autostradali (dal manto fino agli “imbuti” dovuti a lavori in corso) che non è paragonabile alla situazione della Germania (citata spesso a sproposito per giustificare l’abolizione o la riduzione dei vincoli). La stessa divisione tra auto piccole e grandi non ha senso, in quanto gli standard di sicurezza, lo spazio di frenata, la stabilità in curva, sono elementi che variano tra i differenti modelli; basta leggere i risultati dei test Euro-NCAP. Bisogna poi considerare gli effetti di un incidente alla velocità massima consentita, ad esempio un tamponamento tra la massa di un pesante suv contro una macchina più leggera.
Uno degli sport nazionali è quello di superare i limiti, qualunque essi siano, nella convinzione di essere sempre in grado di cavarsela nelle situazioni difficli, magari perché si guida un’auto di grossa cilindrata; non bastano i tutor per cambiare la mentalità di certi guidatori, concedere solo ai possessori di certe auto il privilegio di andare più veloce può rafforzare la tendenza a credersi tutti piloti di Formula Uno.

dic 1, 2009

Presto potrebbe essere vietato fumare mentre si guida...
Dopo Stati Uniti, Gran Bretagna, Messico e San Marino (dove è già legge), anche l’Italia raccoglie la richiesta dell’Automobile Club portata in audizione parlamentare, ovvero mettere al bando il fumo e il cellulare senza vivavoce per i guidatori; potrebbe a breve essere presentato un disegno di legge sulla sicurezza stradale che comprenda il divieto a guidare mentre si fuma.
A supporto di questa legge ci sono le statistiche, che indicano come molto più pericolose le distrazioni della sigaretta rispetto addirittura a quelle di una telefonata o di un sms; già i fumatori causano il doppio degli incidenti rispetto agli altri automobilisti, e comparando i tempi di distrazione dovuti a una chiamata (mediamente 2,1 secondi) con quelli di accendersi una sigaretta (4,9 secondi) si capisce perché il 15% degli incidenti possa verificarsi proprio per quei secondi in cui si perde di vista la situazione.
Che il fumo faccia male oramai ne sono tutti consapevoli, ora ne viene misurata anche la pericolosità per gli automobilisti… passivi; il nostro consiglio è quello di smettere comunque, anche senza legge (almeno quando si guida).
Se poi volete
vendere la vostra auto usata, ricordatevi che l’automobile di un fumatore si svaluta più velocemente e ha meno richieste di acquisto!

nov 26, 2009

Gomme invernali per autovetture, furgoni e autocarri.
Quando si parla di gomme “da neve”, si pensa istintivamente alla montagna, alla settimana bianca o al rischio sporadico di una nevicata in città; nella realtà il termine corretto,
gomme invernali, definisce meglio le proprietà di questi pneumatici. Costruiti con una mescola più morbida e una scolpitura accentuata (per drenare meglio l’acqua), sono consigliabili se la temperatura scende al di sotto dei 7°, ma anche nelle situazioni di acquaplanning; l’usura in condizioni di freddo o fondo bagnato è relativa, quindi l’uso di questi pneumatici è comunque consigliato. Anche gli attuali suv, pur avendo la trazione integrale, possono trovarsi in difficoltà con le gomme “normali”, sopratutto nelle curve in discesa, dove il peso della vettura gioca sfavorevolmente contro la tenuta di strada. In caso di fondo stradale bagnato, le gomme invernali hanno bisogno del 15% in meno di spazio frenata rispetto alle “estive”; inoltre le gomme invernali sono 4, rispetto alle catene montate solo su due ruote, e garantiscono maggiore tenuta sia nell’avantreno che nel retrotreno.
Per il capitolo spesa, il nostro blog consiglia sempre la sicurezza rispetto al risparmio, ma in questo caso bisogna puntualizzare un fatto ovvio, la maggior durata dei pneumatici normali (che non vengono utilizzati in inverno, sostituiti dagli invernali); quindi basta un po’ di spazio in garage e un buon cambio di gomme per viaggiare in auto sempre tranquilli. Inoltre in caso di obbligo di catene, con le gomme invernali si è in regola (mentre con le calze, non omologate, o i pneumatici normali si perdono 3 punti sulla patente).