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Colonnine EV: la diffusione nelle città italiane

Punti di ricarica auto elettriche Brescia e MilanoNoi del team di OkUsato da mesi denunciamo il problema del continuo aumento dei prezzi della benzina e le conseguenze sulle abitudini degli italiani: da sempre proponiamo come possibile risposta lo sfruttamento di energie alternative e tecnologie di ultima generazione, come le propulsioni ibride o totalmente elettriche EV.
Ma come stanno rispondendo le amministrazioni locali del nostro Paese, che per prime hanno la responsabilità di garantire la mobilità dei propri cittadini, salvaguardando al contempo l’ambiente naturale e la salute degli italiani?

Da una parte si moltiplicano gli accordi tra società energetiche e aziende specializzate nella produzione di colonnine di ricarica, che cominciano a fiutare aria di affari, garantendo la copertura del rifornimento alle vetture elettriche: l’ultimo esempio è l’intesa firmata tra ABB e l’operatore energetico svizzero Repower, per la fornitura di colonnine di ricarica lenta nelle aree pubbliche.

Contemporaneamente, le iniziative pubbliche finalizzate all’ecomobilità trovano sempre maggiori spazi e sostegni. Una delle più interessanti, di cui già avevamo parlato, sembra essere quella lanciata da A2A in collaborazione con le amministrazioni locali di Brescia e Milano che ha portato alla nascita del sito per la mobilità sostenibile Emoving.
Ecard EmovingOltre all’installazione delle colonnine, per una diffusione capillare è stata ideata una tessera dedicata chiamata E-moving Card, che consentirà di accedere al rifornimento con prezzi calmierati.

Ad integrazione del piano è stata creata un’applicazione compatibile con i sistemi Apple iOS, Android, Nokia Symbian e Blackberry OS 7 (si basa, infatti, sul software Layar, dalla versione 5 in poi).

Questa APP darà la possibilità di verificare la posizione delle colonnine sul proprio smartphone o tablet, la loro operatività e calcolare il percorso più rapido per raggiungerle.

E-park Busto ArsizioLe proposte però non mancano neppure nei comuni più piccoli; ad esempio Busto Arsizio, piccola cittadina della provincia di Varese, ha da poco inaugurato il cosiddetto E-park, un parcheggio nel quale sarà possibile provvedere a riempire le batterie della propria vettura EV, senza costi aggiuntivi alla sosta. Inoltre via sms è possibile monitorare lo stato di ricarica dell’auto e la disponibilità di postazioni libere.

Se queste idee daranno i risultati sperati, non saranno solo le piccole citycar come la Renault Zoe a prendere piede, ma potremo sperare in una città in cui anche i veicoli commerciali per le consegne quotidiane, come il Nissan N200 EV, saranno all’ordine del giorno.

by Elle Sato, the EV specialist

Elettricità alla spina? Energia uguale per tutte!

Plug-in Combined Charging SystemUno dei maggiori problemi, che limitano la diffusione di auto elettriche, è quello legato alla possibilità di rifornire le vetture presso colonnine ad alto voltaggio, per la ricarica rapida; non solo per il numero limitato di impianti disponibili, ma anche per la compatibilità della presa di connessione.

Quattro grandi gruppi hanno siglato l’accordo: VolksWagen (che comprende Audi e Porsche), Daimler (Mercedes-Benz e Smart), BMW (con MINI) e Ford.

Un solo “spinotto”, compatibile con le tipologie di rete elettrica europea e americana (da 220 e 120 volt), utilizzabile per il plug-in su tutti i loro futuri modelli.

Adottando lo stesso standard di connessione, per la ricarica delle auto elettriche, creeranno una massa critica tale da “costringere” le altre case a unirsi a loro; soprattutto, potranno generare un circolo virtuoso… aumento di colonnine e punti di ricarica (vista la compatibilità garantita con molte auto in futuro), maggior visibilità nei centri urbani, diminuzione (nei potenziali acquirenti) del “blocco psicologico” dovuto all’autonomia limitata, aumento delle prenotazioni di auto elettriche, diminuizione dei costi di listino…