
Car pooling: segnaletica olandese
Dal pollice opponibile, al pollice alzato, al car pooling; l’evoluzione prosegue verso un essere umano “urbanizzato” ma che cerca di recuperare una dimensione ecologicamente compatibile. Dai tempi dello spensierato autostop “hippye” degli anni ’70, torna prepotentemente di moda la lezione del viaggio condiviso per risparmiare, grazie anche all’accostamento con il concetto di mobilità sostenibile e all’attenzione ai temi dell’ecologia.
Nei paesi europei, soprattutto al nord dove esiste perfino una segnaletica dedicata, il fenomeno del car pooling o auto di gruppo (condivisa), sta trasformandosi grazie a internet e alla comunicazione mobile in una realtà concreta, con buone ricadute sulla diminuzione del traffico urbano soprattutto nelle grandi città.
L’organizzazione del viaggio da casa fino al luogo di lavoro o alla sede universitaria, basandosi sulla conoscenza personale, si sta evolvendo grazie all’utilizzo di software ad hoc (in Italia basti pensare a Tandemobility) e di siti di “incontro virtuale” (con Travelsharing si può viaggiare per tutta l’Europa, quindi non solo lavoro ma anche svago e vacanze); ci si organizza anche con sconosciuti, verificando uno dei vantaggi della condivisione del viaggio, ovvero il recupero di una dimensione sociale che gli spostamenti per lavoro, le lunghe code e (spesso) la solitudine in auto ci stavano facendo perdere completamente.
Gli altri vantaggi sono chiaramente economici: per i partecipanti, la suddivisione dei costi (5 viaggi alla settimana, in 5 persone, ogni volta con un’auto diversa, fanno risparmiare a ciascuno l’80% del carburante); per la collettività, riduzione del traffico, dell’inquinamento, aumento dei parcheggi disponibili.
Gli svantaggi sono psicologici (poca predisposizione degli italiani a condividere il proprio “spazio” in auto), legali (in caso di incidente, il responsabile è comunque solo il guidatore), logistici (funziona se più persone partono agli stessi orari, da luoghi vicini, verso la stessa zona della città, ritornando poi insieme), pratici (la comunicazione incrociata tra gli utilizzatori, per questo cellulare e internet possono essere la soluzione).
Negli altri paesi funziona, da studenti pendolari in molti lo facevamo, proviamoci anche in Italia…
Ormai si sente parlare sempre più stesso di car-sharing, auto condivisa e mobilità sostenibile… parole che stanno prendendo piede anche in Italia, soprattutto a causa del sempre crescente traffico cittadino. Car sharing vuole dire letteralmente “condivisione auto”, in realtà questo concetto di utilizzo dell’auto nasconde profonde dinamiche e forti punti di interesse; innanzitutto, cambia il concetto di possesso dell’auto stessa, a favore di un noleggio “continuato”… non si spende più un’alta cifra iniziale e si paga direttamente il tempo trascorso in auto.








