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Pro e contro delle auto elettriche: stato dell’arte e prospettive future

categoria Auto elettriche

Sempre più auto elettriche in circolazione...

Sempre più auto elettriche in circolazione...

Il futuro dell’auto è l’auto del futuro; presentiamo abitualmente le novità riguardanti le auto elettriche, poiché pensiamo che porteranno a un cambiamento sostanziale, verso una mobilità, soprattutto urbana, meno distruttiva. I vantaggi che elencheremo avranno un impatto sempre maggiore sulla qualità del traffico, della vita dei conducenti e dell’ambiente (incluse le città).

PRO

+Le auto elettriche sono meno inquinanti
Le emissioni sono zero, la componentistica delle auto (mediamente più leggere) incide meno, le batterie al litio possono durare molto (si parla di cicli di 2.000 ricariche, di 300.000 km percorsi, ma sono dati in costante miglioramento). Una delle polemiche, innestate dai detrattori delle nuove auto, riguarda la produzione di energia elettrica, in quanto si sostiene che per produrla si potrebbe inquinare anche di più che estraendo petrolio e producendo carburanti; la verità è che le auto a combustibile fossile NON permettono alcuna scelta, mentre per le elettriche potranno divenire gli stessi cittadini (col fotovoltaico casalingo) e le amministrazioni o i privati più lungimiranti (vedi l’esempio delle coperture di alcuni benzinai, riconvertite totalmente con pannelli fotovoltaici), a decidere come creare l’energia.

+Il litio è una risorsa ampiamente disponibile
Secondo uno studio americano, il fabbisogno di litio nel 2050 sarà inferiore al milione di tonnellate, quindi “solo” l’8% delle risorse attualmente conosciute; bisogna considerare inoltre che gli studi attuali e la produzione su larga scala, porteranno all’utilizzo progressivo di materiali diversi, meno costosi e più performanti.

+I motori delle auto elettriche sono più sicuri
Leggenda metropolitana su batterie che possono esplodere, ogni cambiamento di questo genere ha portato con sé timori eccessivi (il caso dei motori a GPL e a Metano, descritti come bombe viaggianti, ne è l’esempio più illuminante); nelle auto ibride, coesistendo le due alimentazioni, il rischio è lo stesso delle auto con carburante infiammabile.

+Lo stile di guida cambia in meglio
Queste auto sono più performanti in accelerazione, in quanto il propulsore elettrico eroga immediatamente la coppia massima; inoltre, con un motore per ogni ruota (trazione anteriore su 2, integrale su 4), aumenta la tenuta di strada. Non si consuma energia mentre si è fermi (effetto che tenta di replicare oggi lo Start&Stop delle auto tradizionali), si recupera energia in frenata (il freno motore poi funziona ancor meglio, agendo direttamente sulla ruota).

+Le auto elettriche sono più modulabili
L’assenza della trasmissione tradizionale le rende più leggere e riconfigurabili, aumentando le possibilità di design degli interni; posizionando i motori nelle ruote e la fonte di energia nel pianale, gli spazi diventano sfruttabili appieno.

+I costi di trasporto sono molto più bassi
Si parla, a seconda delle dimensioni dell’auto, di 1-2 € di energia ogni 100 km.

+ (-)I motori elettrici sono silenziosi
Una delle rivoluzioni meno evidente ma che avrà sicuramente un grosso impatto, soprattutto sulla mobilità urbana, è il deciso abbassamento del livello di rumore prodotto da queste autovetture; quando tutte le auto circolanti in città saranno elettriche (o ibride, con funzionamento del solo elettrico a velocità limitate), l’effetto positivo sarà tangibile. Abbiamo inserito il segno (-), come possibile svantaggio, poiché nel periodo di transizione e di coesistenza con i rumorosi motori a scoppio, la silenziosità di questa propulsione potrebbe causare incidenti dovuti alla mancanza di abitudine, nell’utilizzare la vista e non l’udito per valutare la pericolosità del traffico (esempio più immediato, i ciclisti…).

CONTRO

-L’autonomia è limitata
Attualmente si parla di 100-150 km mediamente, con un dato reale da diminuire del 25% (come per i consumi delle auto tradizionali, sicuramente maggiori dei dichiarati). L’auto “solo” elettrica è limitata all’uso cittadino, o agli spostamenti casa-lavoro entro un range accettabile. Le ibride possono avere un buon successo in questa fase, proprio perché eliminano l’ansia da rifornimento, il problema psicologico che fa ritenere non affidabili le auto elettriche (quando comunque il 95% dei viaggiatori non supera i 100 km giornalieri).

-Pochi punti di ricarica pubblici
Le ricariche effettuate dalla rete di casa implicano 5-8 ore (per una ricarica completa, ideale durante la notte); per la ricarica da rete industriale si va da 5 minuti (80% della carica) a 30 minuti (il “pieno”). in alcune città come Roma e Milano si stanno già sviluppando piani concreti per punti di ricarica pubblici a pagamento.

-Il costo è più elevato
Dato che la produzione in grandi serie non è ancora iniziata, i costi di progettazione e, soprattutto delle batterie, sono ancora elevati; molte case però si stanno muovendo con vere e proprie strategie di sviluppo del loro parco macchine (Renault e Nissan, ad esempio, o VolksWagen), mentre in Giappone è già iniziata la guerra dei prezzi. Nissan propone la Leaf (auto elettrica grande come una Mégane) a un prezzo corrispondente a 30.000 € (e il costo della vita nella terra del sol levante è circa 1,5 volte il nostro)… Mitsubishi risponde immediatamente abbassando il prezzo della i-Miev (gemella della Peugeot iOn) sui 32.000. Inoltre, contanto i cospicui finanziamenti statali, si arriva mediamente a un prezzo sui 22.000 €, ampiamente competitivo.

Gli sviluppi, soprattutto nell’ottica di un aumento delle auto in offerta e di un corrispondente abbassamento dei prezzi, sono promettenti: se poi consideriamo i costi di gestione, ad esempio della Leaf, ci rendiamo conto che, secondo i calcoli della Nissan, percorrendo 12.000 km all’anno, in sei anni alimentare la Leaf costerebbe a un giapponese poco meno di 700 € contro i 5.000 € di carburante richiesti da una vettura a benzina di categoria analoga.

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Volvo C30 elettrica al Salone di Detroit 2010

categoria Auto elettriche

Volvo C30: lancia una sfida elettrizzante alla BMW Serie 1

Volvo C30: lancia una sfida elettrizzante alla BMW Serie 1

Dall’11 al 24 gennaio si svolge il Salone NAIAS di Detroit 2010, con oltre 60 anteprime mondiali, ma sopratutto un’area riservata ai veicoli ecologici, di cui 35.000 metri quadrati (denominati Electric Avenue), tutti dedicati alle auto elettriche: 20 veicoli a emissioni zero, numerose convention dedicate al tema ambientale e agli sviluppi futuri di questa tecnologia. Nissan presenta la Leaf, primo modello veramente di serie, dal prezzo accessibile, misure da station e buona autonomia (160 km); Fiat porta l’auto più “americana” del momento, la Fiat 500, in versione totalmente elettrica ma ancora in fase sperimentale (autonomia 100 Km, velocità massima circa 105 Km/h); Porsche, in collaborazione con RUF, mostra la Cayenne elettrica Stormster (in verità più un capriccio che una vera rivoluzione nel concetto di Suv); BMW svela la Serie 1 eConcept ActiveE, emissioni zero come la recente Mini E.

Proprio nel segmento della Serie 1, Volvo getta nella mischia la nuova C30 in versione elettrica: 111 cavalli di potenza, 150 km di autonomia… un prototipo competitivo, soprattutto per il target dei professionisti ansiosi di sfoggiare oggetti di design compatibili con l’ambiente. La moda può aiutare molto il cambiamento verso una motorizzazione eco-compatibile, e lo stile Volvo sicuramente non tradisce con la nuova compatta.
Ma la casa svedese, ora di proprietà dei cinesi della Geely, agisce secondo un progetto preciso, la cui filosofia è sintetizzabile in 3 punti, ovvero le tre modalità per ridurre l’impatto dei propri prodotti sull’ambiente.
Nel breve termine, l’obiettivo è migliorare l’efficienza della tecnologia esistente (gasolio sia a benzina), anche introducendo ibridi plug-in che sfruttano l’elettricità in combinazione con motori a combustione economici (alimentati da biocarburanti di seconda generazione come il diesel sintetico).
La seconda fase è la produzione di auto totalmente elettriche, per target ben definiti di clienti, più sensibili ai temi ecologici che alle grandi distanze di percorrenza (manager, impiegati, pendolari…)
La terza, ovviamente, un mondo migliore: solo auto ad emissioni zero, motori altamente efficienti, vetture riciclabili al 100%.

Guardando questa bella C30, ci accontentiamo di raggiungere a breve la seconda fase.

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Toyota: una piccola ibrida pronta per Detroit

categoria News

Sembra la IQ, ma sarà... ibrida

Sembra la IQ, ma sarà... ibrida

La casa giapponese viaggia silenziosa e decisa, proprio come le sue vetture ibride… ecco le prime immagini, volutamente misteriose, che preannunciano l’arrivo sul mercato di una “piccola” ibrida, un’auto che unisca l’agilità delle citycar con il risparmio (e le emissioni zero, viaggiando col solo elettrico) dei motori ibridi Toyota.
Basterà aspettare l’11 gennaio 2010, quando alle parole di Bob Carter, vice presidente di Toyota U.S.A, farà seguito la presentazione della nuova auto: “ciò che vi potete aspettare da noi è una visione molto chiara per quanto riguarda il settore delle auto ibride, oltre ad un piano di sviluppo preciso.” Il progetto coinvolgerà molte delle prossime auto, in special modo le serie di Yaris e Prius.

Inoltre stanno trapelando voci di un accordo con Mazda per la cessione della tecnologia ibrida alla casa di Hiroshima: soldi freschi da reinvestire nella ricerca, mentre per la controllata della Ford, parti fondamentali dei powertrain ibridi, dalle batterie agli stessi motori elettrici. I rumors indicano altre case interessate alla tecnologia ibrida Toyota, possibilità che renderebbe più rapido il cambiamento globale del mondo dell’auto.

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