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Mobilità del futuro: ci sposteremo in monociclo?

Honda Uni-cubDa bambini vi sarà capito più volte di assistere ad uno spettacolo del circo. Tra gli elefanti seduti su giganteschi pouf, leoni che saltano allo schioccare della frusta e trapezisti volanti ad un certo punto compariva sempre un clown giocoliere, a bordo di un monociclo; e giù tutti a domandarsi, con un punta d’invidia, come avviene l’incredibile magia di equilibrismo.

Se siete tra quelli che hanno sempre voluto cimentarsi con un monociclo, Honda vi ha costruito la soluzione: si chiama Uni-Cub ed è l’ultima proposta nipponica di mobilità cittadina sostenibile.

HondaA far la parte dei cattivi potremmo dire che assomiglia a un gabinetto ambulante (è anche monocolore bianco), però nel quartier generale Honda dicono che il corpo e la posizione “di guida” sono appositamente studiati per essere all’ altezza “dell’armonia”, ovvero trovarsi allo stesso livello dei pedoni senza dominarli dall’alto come avviene per il Segway e destare meno sguardi stupiti e/o spaventati possibili.

Come si muove? Grazie alle batterie al litio può raggiungere i 6 km/h e gode di una autonomia stimata in circa 6 chilometri.
Per guidarlo Honda ha messo a punto il cosiddetto Omni Traction System Drive, che trae ispirazione da alcune tecnologie sviluppate dalla stessa casa nipponica nel campo della robotica per l’androide Asimo

Questo pacchetto tecnologico permette a chi sta seduto sul sellino di gestire l’Uni-Cub solo con lo spostamento del proprio peso, avanzare, arretrare, accelerare, frenare e sterzare. Inoltre è dotato di uno schermo touch screen che controlla il peso del passeggero e gli permette di calcolare direzione e velocità desiderata.

Se il Segway è il suo concorrente dichiarato, speriamo non prendano ad esempio i piloti che nel video seguente ne combinano di cotte e di crude:

Unico neo dell’Uni-Cub? Non è pensato per girare tra i vicoli di città e Paesi, ma per uso indoor, per muoversi insomma da un ufficio all’altro, da una sala meeting alla sala caffè.
A questo punto c’è da domandarsi perché le case non incentivino l’uso del mezzo di mobilità umano per eccellenza… le gambe!

by Elle Sato, the concept specialist

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Tornano i Transformers? Auto-Robot giapponesi

TransformersAuto che si trasformano in mega-robot corazzati e super armati vi ricordano qualcosa?
Se avete vissuto la vostra infanzia o adolescenza davanti ad una tivù tra gli anni ’80 e ’90, saprete rispondere all’istante: i Transformers.

Nati come eroi dei cartoni animati e dei giocattoli, sono stati ultimamente sdoganati ovunque con le versioni cinematografiche dirette da Michael Bay. Se questi blockbuster hollywoodiani ci hanno regalato momenti di puro divertimento e ondate di malinconia per gli anni passati, oltre che stordirci a colpi di effetti speciali, scene rocambolesche e animazioni psichedeliche, hanno lasciato un po’ di amaro in bocca ai puristi dei combattimenti tra Autobot e Decepticon.

Ad accontentare questi ultimi è arrivato un patito giapponese, che con il suo Transformer Version8 ci ha catapultati indietro di almeno una decina d’anni; ha costruito un modellino in scala di robot trasformista, con movimenti e automazioni che ricalcano perfettamente quanto accadeva nei cartoons, in cui l’originale Bumblebee si nascondeva sotto le spoglie un Maggiolino Volkswagen e non una sportivissima Chevy Camaro giallo fiammante.

Visti i risultati ottenuti, le case automobilistiche non potrebbero investire qualche fantastilione per regalarci un Transformer in scala 1:1? Immaginate le code fuori dai concessionari?

Autobot. Trasformatevi!

by Elle Sato, the trans-specialist