11.936 verbali per sosta vietata nel 2010, 6.608 nei primi sei mesi del 2011; i vigili urbani a Milano si battono ogni giorno contro il parcheggio “selvaggio”, di vetture non autorizzate, nei posti riservati ai portatori di handicap.
Un malcostume italiano, diffuso senza soluzione di continuità, dal Nord al Sud e Milano non fa eccezione, anzi i numeri la pongono tra le città più incivili.
Il Comune di Milano, molto attivo sui temi del traffico e della mobilità urbana (vedi recente referendum), sta preparando un piano d’azione che comprende, per chi sosta abusivamente nei posti riservati ai disabili, la segnalazione agli uffici del Tesoro.
Fra un mese, la linea dura dei ghisa prevederà la multa (80 euro, più il taglio di due punti dalla patente) e, soprattutto, un controllo fiscale.
L’assessore della giunta Pisapia alla Polizia locale, Marco Granelli, sostiene: “Riteniamo che a comportamenti irregolari come parcheggiare sugli spazi riservati ai disabili, ne possano corrispondere altrettanti, per esempio in materia fiscale. Per questo consideriamo utile lo strumento dell’accertamento presso l’Agenzia delle entrate al fine di individuare trasgressioni anche di altre norme”.
Che la sua impressione sia giusta o meno, il terrore di ricevere la visita della Guardia di Finanza potrebbe funzionare molto più della tecnologia (come nel caso dell’esperimento dello Street Control); a Londra una simile procedura ha quasi eliminato il problema, coi disabili “veri” che trovano libero il posto, giustamente riservato.
Se poi non bastasse, a Milano come nelle altre città italiane, proponiamo una “pena” ben più educativa, per chi commette questa odiosa infrazione; passare una giornata di servizio sociale, accompagnando disabili in giro per la propria città.









