Gli pneumatici sono da sempre tra le componenti più “inquinanti” delle autovetture, ottenuti dai prodotti petroliferi con grande danno all’ambiente; ma negli ultimi anni proprio dai produttori di pneumatici è partita una sfida ecologica per l’utilizzo di materiali biocompatibili e il contemporaneo miglioramento delle prestazioni.
Bucce e succo d’arancia (Yokohama), caucciù, pula di riso (Pirelli P7, che abbatte l’inquinamento acustico del 30%), olii naturali: la strada è l’utilizzo delle sostanze presenti in natura per migliorare le prestazioni della gomma in tenuta di strada, in frenata, alle velocità di punta. GoodYear, casa di punta nel cambiamento tecnologico, ha presentato a Copenaghen i primi pneumatici dimostrativi dasati su un prodotto biotecnologico, il BioIsoprene™, in sostituzione dell’Isoprene, un ingrediente a base di prodotti petrolchimici utilizzato nella produzione di molti tipi di gomma sintetica. Attualmente, oltre che per la produzione della gomma sintetica impiegata nella fabbricazione dei pneumatici, l’isoprene viene usato per produrre articoli quali i guanti chirurgici, le palline da golf, gli adesivi… il potenziale abbattimento del consumo petrolifero è quindi molto più elevato, aprendo scenari interessanti fin dal 2013, anno previsto per la vendita su scala mondiale.










