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Nuova BMW X5 e le novità auto di giugno

categoria News

Nessuna rivoluzione ma alcuni miglioramenti e un cambio automatico a 8 rapporti

Nessuna rivoluzione ma alcuni miglioramenti e un cambio automatico a 8 rapporti

Oggi vi presentiamo le auto novità per questo mese di giugno, in primis la rinnovata BMW X5; nessuna rivoluzione, ma la conferma che con le nuove motorizzazioni, tutte EURO 5, il suv tedesco raggiunge il migliore rapporto tra prestazioni di guida e consumo di carburante. Tutte le nuove versioni hanno la particolarità di essere equipaggiate con un cambio automatico a 8 rapporti, con uno slittamento minimizzato del convertitore di coppia.
(vedi gli annunci di BMW X5 usate)

BMW presenta anche la nuova Serie 5 Touring, in competizione diretta con Audi A6 Avant e Mercedes Classe E station wagon; interessante il Driving Dynamic Control (optional), che consente di tarare l’assetto secondo preferenze personalizzate. Di serie gli ammortizzatori pneumatici all’asse posteriore con regolazione del livello, mentre sono opzionali l’Adaptive Drive e l’Integral Active Steering.

Abbiamo già parlato della Honda CR-Z, un’auto sportiva ma ibrida, i cui consumi dichiarati sono soltanto di 1 litro per 20 chilometri… un’altro passo della casa giapponese verso auto meno inquinanti ma più performanti (con la funzione Eco Assist in modalità ECON).

Con la nuova S60, Volvo migliora il sistema City Safety (lanciato con la XC60): i sensori elettronici agiscono ora anche per localizzare i pedoni e favorire la frenata, per salvaguardare proprio loro. La casa svedese è sempre stata un passo avanti rispetto ai concorrenti, per quanto riguarda la sicurezza.

Da segnalare anche la Seat Ibiza ST (station wagon economica, dal look giovane) e la nuova Mégane CC, potente coupé-cabriolet, con tetto apribile in vetro.

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Ford: due varianti di auto ibride per il 2013

categoria Auto ibride

La nuova Ford C-Max, tradizionale nel 2010, ibrida nel 2013.

La nuova Ford C-Max, tradizionale nel 2010, ibrida nel 2013.

Questa è la nuova Ford C-Max, che sarà in vendita prima della fine del 2010; la novità è che questo modello sarà uno delle 5 vetture ibride promesse dalla casa americana per il 2013. L’accordo con Magna International per le batterie e l’annuncio di un investimento superiore ai 300 milioni di Euro per lo sviluppo, nello stabilimento Ford di Valencia, in Spagna, del programma di elettrificazione dei veicoli, sono i passi fondamentali che confermano la validità delle ibride. Il ritardo nei confronti dei concorrenti sul mercato europeo è sensibile (intanto Toyota con la Prius ha raggiunto il traguardo della percorrenza di 20 chilometri con soli 40 centesimi di spesa); il 2013 è ancora lontano, sicuramente molte altre vetture ibride riempiranno i listini delle case automobilistiche.

Interessante però la filosofia alla base del progetto Ford: differenziare le proprie auto ibride secondo due diverse varianti, concettualmente diverse e quindi tecnologicamente differenziabili. Gli acronimi di riferimento saranno HEV (Hybrid Electric Vehicle) e PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle). Mentre con HEV si identificheranno le auto con batterie al nichel-metal idrato, con un motore termico che ricarica l’elettrico e con recupero di energia dal sistema frenante, destinate a medie percorrenze, la nuova generazione delle PHEV dovrà utilizzare le nuove batterie agli ioni di litio (attualmente più costose). Potranno circolare col solo elettrico, quindi saranno ideali in città (dimensioni ridotte, almeno all’inizio rispetto alle HEV), saranno ricaricabili anche dalla presa di casa.
Interessante sotto questo punto di vista l’accordo con Magna, per automatizzare la ricarica nelle ore di minor tariffazione del gestore dell’energia; negli USA è già fattibile, potrebbe diventarlo anche in Europa entro il 2013.

Comunque, il colosso Ford compie i primi passi per recuperare il gap, anche nei confronti della rivale casalinga GM (che sta testando Chevrolet Volt e Opel Ampera).
Crediamo che entro pochi anni tutte le vetture più vendute avranno una versione con motorizzazione ibrida.

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Hyundai Verna: l’auto “cinese” su richiesta

categoria News

Richiesta, progettata, costruita, lanciata... tutto made in China

Richiesta, progettata, costruita, lanciata... tutto "made in China"

Continuiamo la nostra analisi delle auto presentate al Salone di Pechino, parlando della nuova berlina Hyundai; tre volumi, “formato” che in Cina ha un ottimo seguito.
Infatti la Verna è nata con un preciso obiettivo: soddisfare il mercato cinese, attualmente in forte crescita (uno dei pochi) e sicuramente molto promettente per il futuro. L’auto in sé non colpisce particolarmente, ma è la filosofia costruttiva che è opportuno considerare. Nasce da indagini di mercato, molto più dettagliate di quelle svolte per i mercati europeo e statunitense, in pratica è il risultato di specifiche richieste proprio dei potenziali acquirenti cinesi. Questa strategia, che sarebbe da rivalutare anche da noi, ha il doppio vantaggio di ottenere informazioni e idee preziose, e nel contempo iniziare la campagna pubblicitaria a costo quasi nullo e in modo quasi subliminale.

Guardando gli aspetti tecnici, il passo lungo (434cm), l’abitacolo comodo e spazioso, la capacità del bagagliaio (454 litri), sono gli elementi “derivati” direttamente dalle richieste; la linea aerodinamica è piacevole; la piattaforma è totalmente nuova, progettata per ottenere il massimo punteggio nei crash test cinesi (CNCAP). I motori sono di nuova generazione, con un pacchetto abbinabile (Fuel Economy), per ridurre i consumi a 5,7 litri ogni 100 chilometri.

Non ultimo, da considerare il fatto che tutte le vetture verranno prodotte nell’impianto Hyundai di Pechino, per contenere i costi e mantenere buoni rapporti col governo cinese. Il mercato ha premiato Hyundai (che nel 2009 ha quasi raddoppiato le sue vendite), i margini di sviluppo sono interessanti, l’esempio da considerare (da tutte le altre case).

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