La notizia è di quelle choccanti, che possono fare la fortuna di una vettura in procinto di arrivare sul mercato europeo.
I protagonisti della storia sono entrambi molto famosi: la Chevrolet Volt, primo esemplare ibrido americano in Italia (la definizione GM, a dire il vero, è: E-REV, Extended Range Electric Vehicle), macchina che dovrebbe risollevare le sorti planetarie del colosso di Detroit e il popolarissimo conduttore statunitense Jay Leno.
In un’intervista rilasciata a The New York Times, prima di un evento organizzato da General Motors in occasione del Salone di Los Angeles, il conduttore ha svelato che da quando ha ritirato la sua Volt, il 12 dicembre dell’anno scorso, non ha mai fatto visita ad una pompa di benzina.
Fin qui la grande notizia non c’è, se non che in questi 11 mesi il caro mascellone ha percorso ben 11.000 miglia, all’incirca 17.000 Km, conservando nel serbatoio metà del pieno di partenza; poiché il serbatoio contiene 35 litri di carburante e la metà consumata equivale a circa 17,5 litri di verde, ciò ci porta a stimare un valore di consumo medio pari a – udite udite – 971 km/l.
Com’è possibile questo record?
Lo stesso Leno ci fornisce la spiegazione; la Volt è la sua auto di tutti i giorni e la utilizza esclusivamente per spostarsi da casa al lavoro e ritorno e per fare qualche commissione. Totale chilometri percorsi al giorno: massimo una cinquantina. E, visto che Chevrolet garantisce un’autonomia massima delle batterie di 60 Km prima che intervenga l’unità termica, il gioco è fatto! Appena giunta a casa l’auto viene sistemata nel box e attaccata ad una presa da 220 V per iniziare un meritato riposo di circa 6 ore a ricaricare le pile, nel vero senso della parola.
A quanto sembra sono numeri da Libro dei Guinness, quelli messi sul piatto dall’americana; ma chi dovrà affrontare nel difficile mondo della libera concorrenza di mercato? Proviamo a stilare un quadro generale del segmento, che si divide equamente tra giapponesi e francesi.

by Elle Sato, the car specialist
Quante volte ci hanno detto, da piccoli, che il pesce faceva diventare più intelligenti… perché conteneva fosforo? Potrebbe essere proprio questo il componente che renderà più “intelligenti” i parabrezza delle auto del futuro.








