Danimarca, patria di Amleto e terra di innovazione, dove la qualità della vita è uno dei valori e degli obiettivi principali, non solo dei cittadini ma, soprattutto, dell’amministrazione statale.
Terreno fertile dunque per Better Place, la società di Shai Agassi che si propone di “accelerare la transizione verso il trasporto sostenibile”; dopo i progetti in Israele, Australia, USA (Hawaii e California), Giappone e Canada, sta terminando la prima rete nazionale di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, grazie alla collaborazione col governo di Copenaghen.
Risultato, un punto di ricarica ogni 48 chilometri quadrati, 900 aree attrezzate per coprire tutto il territorio danese; in un paese dove l’edilizia propone complessi autonomi dal punto di vista energetico, dove le pale eoliche sono parte integrante dell’ambiente, dove il risparmio energetico è visto come un motivo d’orgoglio, non poteva mancare il primato come nazione “elettrificata”.
Dopo soli 2 anni (le prime amministrazioni locali avevano approvato il progetto nel 2009), a dimostrazione della fattibilità di questo sistema, la rete si sta completando, a garanzia di chi comprerà un’auto elettrica.
Infatti, pur essendo per ora compatibili soltanto con la Renault Fluence Z.E. (Renault e Nissan sono tra i produttori più attivi sul fronte dell’elettrico), i punti di ricarica sono pensati proprio per promuovere l’acquisto delle future vetture, per creare un circolo virtuoso che superi i vincoli di progetti locali (come l’E-Moving a Milano e Brescia) e garantisca la percorribilità di tutto il territorio nazionale.
L’esempio della Danimarca potrebbe invogliare altre nazioni, soprattutto nel Nord Europa, a implementare reti di ricarica capillari; sono questi passi concreti che possono generare l’inerzia necessaria a modificare il sistema di trasporti mondiale.
Vi avevamo ampliamente presentato il 








