Lavida: linea poco entusiasmante, ma proposta che nasconde intriganti sviluppi.
Guardando questa VolksWagen, di certo non viene automatico pensare alla propulsione elettrica; linee classiche da berlina, la Lavida non può entusiasmare chi si aspetta l’abbinamento tra le nuove tecnologie e un design ipermoderno. Ma è importante considerare che, finora, VolksWagen si era concentrata soprattutto sulle ibride, concedendosi solo il prototipo della piccola E-Up, sul mercato nel 2013. Con questa media, che verrà presentata in versione elettrica al prossimo Salone di Pechino, la casa tedesca anticipa la volontà di sviluppare concretamente auto a zero emissioni; i due nuovi stabilimenti nella Cina meridionale e la prevista crescita dell’elettrico nel continente asiatico, sono i primi due indizi. Il terzo, ovvero il fatto che lo schema tecnico-elettrico della nuova Lavida sarà esportato anche su modelli europei, ci fa pensare alla prova… che lo sviluppo di auto “alternative” non sia solo uno sfizio ecologico, ma una precisa strategia.
La pressione cinese sui mercati occidentali si sta facendo sentire sempre di più, e per la prima volta anche il settore dell’auto inizia a fare seriamente i conti con l’aggressività dei costruttori asiatici; dopo la svendita della tecnologia Saab, l’arrivo di soluzioni italo-cinesi come la DR5 (e ora della citycar DR1), le voci su Termini Imerese, la vendita di Volvo (ne parleremo nel prossimo articolo)… quello che più preoccupa è il cambio di mentalità delle case automobilistiche cinesi. Infatti, dopo anni caratterizzati dalla nascita di piccole aziende locali, che puntavano sulle copie (spudorate) dei modelli europei e americani, la stategia è cambiata seguendo due linee guida, ovvero l’unificazione e assorbimento dei piccoli marchi (per limitare a 5-6 le case produttrici e aumentarne le dimensioni per competere a livello globale) e la produzione di modelli originali con tutti i requisiti minimi di sicurezza e finiture, necessari per sfondare anche da noi.
Tra i primi esempi di questo cambiamento in Italia, il suv Hover, della Great Wall, importato da Eurasia Motors; concepito partendo dalle classiche linee dei suv nordamericani, si evolverà (nel 2010?) in un crossover con una linea decisamente originale (circolano già alcune foto teaser). Sopratutto, inizierà la produzione di automobili seguendo la filosofia occidentale (pur mantenendo costi minori)… Great Wall incarna questo spirito, essendo una società privata con dimensioni medie (20.000 addetti di cui 2.000 ingegneri con formazione internazionale che operano nel Centro di Ricerca e Sviluppo), il cui marchio è distribuito in ben 128 mercati.
Sulle sue auto, motori a benzina, anche nelle varianti Ecodual benzina/Gpl e benzina/metano; attenzione alla sicurezza; riconoscimento europeo: quando poi sarà in vendita, il crossover Hover M proporrà un nuovo design, l’omologazione come vettura 5 posti, un motore 2.4 da 126 Cv Euro4 di derivazione Mitsubishi, il cambio 5 marce (trazione posteriore o integrale).
Prossimamente presenteremo anche la Phenom (citycar con frontale decisamente accattivante); l’onda gialla è alle porte, quale sarà la nostra muraglia per contenerla?
Segnaliamo la presentazione della Nissan Nuvu al Salone dell’auto di Shanghai: la vettura elettrica 2+1 è la novità più interessante in questo periodo di crisi energetica, senza contare l’annoso problema del parcheggio nelle grandi città… la Nuvu è sì ancora un prototipo (è prevista la vendita in Cina dal 2011), ma la tecnologia con batterie a ioni, la linea futuristica e le dimensioni (3 metri) sono ormai definitive.
Interessante, anche se per altri motivi, la 13th International Automobile Industry Exhibition in Pudong, Shanghai… il vero Motorshow cinese… infatti abbiamo l’occasione di proporre un confronto con le hostess dagli occhi a mandorla!
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