Guardate l’immagine qui sopra; fissatela attentamente, memorizzatene ogni particolare e ora tirate un sospiro di sollievo… scorto niente?
In pochi secondi vi è passata dinnanzi al naso la storia prossima futura del secondo gruppo automobilistico mondiale (dati 2011); proprio così, questo sarà l’aspetto di 60 nuovi modelli del gruppo tedesco, sia che sulla calandra portino il simbolo della VolksWagen, sia che preferiscano i 4 cerchi Audi, sia, infine, che abbiano i meno prestigiosi Skoda o Seat.
Purtroppo o per fortuna non è uno scherzo: infatti, questa piattaforma chiamata MQB (Modularer Querbaukasten) è stata ideata per arrivare alla massima standardizzazione produttiva e al contempo permettere un’adeguata dose di personalizzazione, specifica per il marchio e mercato di destinazione. Per fare alcuni esempi, da qui nasceranno la prossima Golf e la nuova A3 attesa al Salone di Ginevra di Marzo.
Gli ingenti investimenti sono stati ispirati da un concetto rivoluzionario di piattaforma di sviluppo.; con la MQB si è raggiunto un tale livello di condivisione di componenti tra i vari brand che le possibili varianti necessarie per l’ottenimento di modelli differenti sono diminuite del 90% rispetto a quanto accade ora, senza intaccare le capacità di adattamento ad ogni singolo mercato con caratteristiche peculiari.
In questo modo, sulla stessa linea potranno essere assemblati modelli di tipologia e marca diversa, con evidenti risparmi di tempo e spazio, ed inoltre si guadagnerà in termini di elasticità progettuale.
Su tale base potranno nascere modelli di nicchia con costi competitivi, come il concept Cross Coupè presentato a Tokyo, perché con pochi semplici accorgimenti passo e dimensioni potranno essere modificati e si potrà sfruttare il tipo di trazione desiderato, visto che la MQB è stata progettata per ospitare sia la trazione anteriore, che quella integrale, oltre a sistemi bifuel, ibridi o completamente elettrici (Blue-e-motion).
Lo stesso concetto di standard personalizzabile si riproporrà presto su altre piattaforme cui il gruppo di Wolfsburg sta lavorando: l’MLB per Audi, l’MSB per Porsche e la New Small Family per le gemelle VW up!, Seat Mii e Skoda Citigo.
L’attesa era iniziata nel 2010; due anni e molti prototipi dopo, finalmente l’annuncio che la nuova Peugeot 208 sarà in vendita il prossimo aprile, a seguito del debutto in società organizzato per il Salone di Ginevra di marzo.
Come si dice di quasi tutte le bambine, questa 208 ha preso molto dal padre; Jean-Marc Gales, ormai ex CEO di Peugeot (ad inizio gennaio si è dimesso per motivi personali), ha voluto infonderle un carattere forte ed indipendente che trasparisse immediatamente dalle linee esterne. Per questo ha invitato i suoi designer ad abbandonare le anonime lamiere piatte della 207, suggerite dalla volontà di economizzare il più possibile, per ritrovare quelle forme che condizionano ancora l’acquisto di un’auto. Scolpita, raffinata, la 208 si dimostra pulita, con forme moderne che effettivamente non ci lasciano indifferenti.
Anche “mamma” 508, capostipite di tutte le nuove auto con il leone sulla calandra, però ci ha messo del suo: la parte anteriore non può che farci venire in mente la grande berlina. Fari appuntiti che convergono verso il basso, griglia anteriore a trapezio rovesciato single frame (Audi docet), il naso appena accennato con il leone in bella vista e la minuscola scritta cromata Peugeot proprio sotto di esso: ecco gli elementi che ci rimandano in un batter d’occhio all’ammiraglia.
La fiancata prevede profonde nervature a forma di D rovesciata: sulla 5 porte si è preferita una vista laterale più pulita, mentre sulla 3 porte (erede della macchine del WRC) la nervatura è profonda, estesa ed appuntita a formare una freccia che si sprigiona dal fanale posteriore e dà slancio in avanti a tutto l’insieme.
Un discorso a parte va fatto per i fari della coda; sono l’elemento che maggiormente ha colpito la nostra immaginazione. I più hanno paragonato la loro particolare forma a quella dei boomerang, a nostro avviso invece sembrano sciogliersi lungo le linee ardite della carrozzeria, in uno scatto dinamico verso l’anteriore.
Compatta, leggera e aerodinamica (Cx dichiarato pari a 0,29): sono i tre aggettivi che meglio riassumono l’architettura generale della macchina. A dispetto della scelta di crescere di taglia, che è risultata comune a tutte le avversarie (ultima ad arrendersi a questo gigantismo è stata la nuova Toyota Yaris), la 208 è stata accorciata di 7 centimetri (misura infatti 396 cm di lunghezza) ma è stata allargata di 15 cm e, nel baule, contiene 15 litri in più rispetto al modello che la precedeva.
E vai, parcheggiarla sarà uno scherzo!
La casa francese dichiara, inoltre, che si sono guadagnati 5 cm di spazio in più per le gambe dei passeggeri posteriori; il risultato di questa ottimizzazione è concentrato nel suo peso, 110 kg in meno, a tutto vantaggio delle emissioni di CO2 e dei consumi.
Non c’è bisogno di cavalcare con la memoria fino agli anni ‘80 alla ricerca di affinità con la splendida 205 (sebbene ci siano), basta fermarsi alla 206 di fine anni Novanta, che è arrivata fino ai giorni nostri in una versione 2.0 denominata 206+, per comprendere chi vuole emulare. La 208 che sarà ha grinta, un design riuscito, per nulla appesantito dall’eredità della progenitrice best-seller come accadde per la 207 (carina, ma mai completamente apprezzata ed amata come l’Enfant terrible 206). Per lei il successo sembra quasi un destino ineluttabile.
Veniamo ai dettagli.
Il più importante è il prezzo: la politica della Peugeot sarà di un prezzo base addirittura inferiore a quello della 207, nonostante la maggiore dotazione tecnologica, voci dicono 12.400 Euro.
Gli interni saranno dominati da un magnifico schermo touch screen 7 pollici, per gestire il sistema di intrattenimento e climatizzazione. Gli allestimenti saranno tre (senza contare il Business, riservato alle aziende), comuni alla 3 e alla 5 porte, secondo la formula della tripla A: Access, Active e Allure. Già nell’allestimento intermedio lo schermo tattile sarà di serie insieme al cruise control, al Bluetooth e alla presa USB per la radio.
Al lancio i motori a disposizione saranno molti: un nuovo tricilindrico 1.2 VTi 82 CV (più avanti affiancato anche da una versione di cilindrata 1.0 e 68 CV), un 1.4 VTi da 95 CV, un 1.6 VTi da 120 CV (che diverranno 155 nella versione THP di metà 2012).
Anche tra i diesel ci sono novità: il 1.4 e-HDi da 68 CV con FAP, Stop&Start e cambio robotizzato che risulterà super verde. A questo si aggiungeranno: un 1.4 HDi 68 CV FAP, un 1.6 e-HDi 92 CV FAP Stop&Start, un 1.6 e-HDi 92 CV Stop&Start con robotizzato a 6 marce (in arrivo dal secondo semestre 2012) e un 1.6 e-HDi 115 CV FAP Stop&Start.
Grande scelta, ampiamente collaudata. Come possiamo osservare dal profluvio di sistemi green il rispetto dell’ambiente è stato sin da principio uno dei traguardi prefissati della nuova utilitaria francese: per questo il 25% dei materiali utilizzati per la costruzione dell’auto è riciclato o di origine naturale, come ad esempio il paraurti.
E adesso, se vi è venuta l’acquolina in bocca, non vi resta che godervi il mini-sito creato da Peugeot e dedicato alla speciale versione di lancio Ice Velvet. Non aspettate troppo, in Italia ne arriveranno solo 100.
In questo blog parliamo delle novità auto in arrivo nel 2012, 2013, 2014, e di tutte le curiosità legate alle nuove vetture, esibite nei Saloni dell'Auto in tutto il mondo; analizziamo le tendenze del mercato automotive, l'andamento delle vendite e i motivi che spingono i consumatori a preferire determinate automobili. Presentiamo anche molte promozioni di auto nuove, chilometri zero o aziendali, con degli ottimi affari last minute, tutti garantiti per serietà e convenienza. Pubblichiamo video divertenti da Youtube, con le pubblicità sulle automobili mai viste in Italia, "bannate" e per questo ancora più interessanti. Ci piace curiosare tra le nuove tecnologie e le mode nascenti, per cercare di intuire quali saranno le svolte decisive, non solo nel campo delle auto elettriche e ibride, ma in un contesto più grande, che comprende sia la ricerca di un nuovo equilibrio nella mobilità urbana, sia l'approccio del grande pubblico a nuove forme di trasporto, sia infine i materiali all'avanguardia, che permetteranno tutto questo.