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Bridgestone: collezione primavera-estate 2012

Bridgestone Tire Printing TechnologyA Ginevra non c’è spazio solo per auto, supercar o ibride che siano, ma anche per i ricambi, le componenti e le parti davvero originali. Una delle sorprese più interessanti arriva da Bridgestone, costruttore giapponese di prima fascia, che da poco ha abbandonato il mondo dorato della Formula 1.

Vista l’occasione speciale, Bridgestone ha voluto stupire le folle con un prodotto particolare: oggi non si parla di un nuova mescola per gomme supersportive e ultraribassate o di una nuova gamma di pneumatici invernali, ma di copertoni da sfilata.
Ebbene sì; quando si pensava di aver già visto tutto in fatto di tuning e personalizzazione del proprio bolide ecco spuntare le gomme dipinte.

Negli anni ’50 i copertoni con i fianchi bianchi andavano per la maggiore e davano un tocco di eleganza ai modelli che le montavano; negli anni successivi sono scomparsi abbastanza velocemente, a causa degli alti costi di costruzione che li rendevano troppo costosi. Ma la casa giapponese è andata oltre e ha realizzato una tecnologia all’avanguardia che permetterà di decorare il fianco della gomma con un motivo scelto a piacimento: il suo nome è Tire Printing Technology.

pneumatici colorati BridgestoneAl Salone si sono visti colori vivaci nelle tonalità del rosso, del rosa del blu e dell’azzurro, motivi a quadretti, fiamme, intrecci multicolori.
A quanto pare quelli in mostra sono solo esempi, perché la libertà d’espressione sarà totale. Inoltre, secondo gli ingegneri Bridgestone, la decorazione risulterà assolutamente resistente a graffi e buchi, senza compromettere la durata e la bilanciatura dello pneumatico.

A ben guardare la mossa del colosso nipponico è tutt’altro che un azzardo, anzi: lo scopo di quest’operazione sembra essere quello di modificare il panorama dell’intera industria del copertone. Infatti, se la Tire Printing Technology avrà il successo sperato vorrà dire che l’acquisto degli pneumatici non sarà più frutto di necessità (usura) o funzionalità (gomme termiche), ma si tramuterà in una questione di moda e voglia di personalizzazione.

OkUsato ha già pronta una grafica speciale per tutte le auto della sua flotta… e voi cosa aspettate?

by Elle Sato, the tire specialist

Ginevra, seconda tappa: the Hybrid way of life

VolksWagen Cross Coupe ibridaNel primo appuntamento dedicato alla rassegna svizzera, abbiamo parlato di quello che ci fa battere i cuori sempre e comunque: le auto superveloci.
Questa volta, invece, diamo uno sguardo alle proposte più politically correct che, come vedremo, ci lasciano qualche speranza di poter trovare un buon compromesso fra consumi e prestazioni.
Ci riferiamo alle vetture ibride, che confermano ogni giorno che passa di essere una realtà concreta ed in continua evoluzione, su cui la maggior parte delle case investe in maniera cospicua. Qualche mosca bianca che non crede in questo tipo di tecnologia esiste ancora, speriamo non perda il treno per poi mordersi le mani in futuro; vero Fiat?

Partiamo da un modello che già abbiamo visto allo scorso Salone di Tokyo e che si presenta a Ginevra tinto di rosso, in onore della patria elvetica: la Volkswagen Cross Coupé. La versione in mostra sembra già destinata ad una produzione in serie, proprio su quella piattaforma MQB di cui abbiamo scritto.
L’aspetto forse più interessante, tuttavia, resta ben nascosto sotto il cofano: si tratta del sistema ibrido, che accoppia due motori elettrici a un diesel TDI e vi aggiunge la possibilità di ricarica in casa tramite spina.
La Cross Coupé Hybrid Plug-in promette miracoli: consumo medio misurato in 1,8 litri per 100 chilometri con emissioni nocive pari a 46 g/Km, per la bellezza di 306 cavalli e una velocità massima di 220 Km/h.

Hyundai i-oniqA seguire un’interessante concept made in Korea: la Hyundai i-oniq. La linea appare assai più arrendevole nel suo “fluidic design”, rispetto ai precedenti prodotti Hyundai (sebbene sia dotata di parabrezza panoramico e ali di gabbiano) e anche il nome non sembra molto azzeccato.
Comunque esaminiamo cosa c’è sotto al vestito. Lla scelta qui è ricaduta sulla tecnologia range extender: un 1.000 a benzina da 61 CV che spinge un generatore per alimentare il motore elettrico da 109 CV.

Grazie alle batterie di nuova generazione la i-oniq può viaggiare in modalità completamente elettrica per 120 Km e con l’intervento del benzina può giungere fino a 700.

Infiniti emerg-e ibridaTocca a Infiniti stupirci con un’altra concept che avrebbe potuto benissimo finire nel nostro speciale sulle supercar: a voi il prototipo Emerg-E.
I dati parlano da soli: lunga 4,64 metri e alta solamente 1,22, ha un telaio in alluminio con componenti in fibra di carbonio che compensano pienamente il peso del sistema EREV, costituito da due motori elettrici che spingono le ruote posteriori e un tricilindrico di 1.2 litri, con trasmissione monomarcia XTrac. Utilizzando il prototipo in modalità EV si percorrono al massimo 50 Km, a causa dei limiti delle batterie, che diventano 500 Km quando entra in funzione il motore termico in modalità di ricarica. Lo 0-100 Km/h viene bruciato in soli 4,1 secondi.

Toyota Yaris hybridInfine arriva l’attesissimo modello Toyota Yaris Hybrid che il pubblico potrà vedere nei concessionari in estate, dopo la delusione della non commercializzazione della Prius C in Europa.
Semplicità ed economicità garantite per la compatta Yaris: motore termico a benzina da 1.5 litri più un piccolo motore elettrico, erogano 100 CV e consentono una velocità massima di 165 Km/h. I consumi dichiarati sono 3,5 litri per 100 Km.

by Elle Sato, the car specialist