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Fiat Freemont, il crossover è sempre Dodge…

Probabilmente si chiamerà Freemont la versione italiana del Journey

Probabilmente si chiamerà Freemont la versione italiana del Journey

Nel nostro blog auto abbiamo danto ampio spazio all’accordo Fiat-Chrysler, evidenziandone gli aspetti positivi (ma anche quelli negativi); ora, viste le prime immagini della nuova Dodge Journey 2011 (che sarà disponibile sia come suv-crossover che in versione monovolume 7 posti), e sentite le prime indiscrezioni, possiamo confermare che in Europa la strategia di Fiat sarà quella di immettere le vetture americane col proprio marchio (sostituendo proprio Dodge, logo destinato a scomparire su questi mercati).

I suv Fiat saranno di fatto le stesse vetture americane, con pochi cambiamenti estetici (calandra, mascherina…) e nessuno dal punto di vista motoristico; uno dei plus guadagnati con l’acquisizione di Chrysler era proprio la conquista dei grandi motori benzina americani, a cui abbinare il solido Multijet italiano. Anche l’Ulysse verrà sostituito dalla versione monovolume del Journey, suddividendo e specializzando ulteriormente la produzione (piccole auto in Europa, grandi negli Stati Uniti).

Gazal, il suv italo-saudita che corre attraverso il deserto come una… gazzella!

Sotto la neve di Ginevra, come un miraggio appare una... gazzella!

Sotto la neve di Ginevra, come un miraggio appare una... gazzella!

Certo, i saloni automobilistici mostrano auto provenienti da tutte le parti del mondo, ma pochi si aspettavano di vedere, al freddo e sotto la neve dell’inverno svizzero, comparire una… gazzella del deserto. Proprio questo significa Gazal, il nome del suv italo-saudita presentato al Salone di Ginevra 2010: molto più di una concept car (anche se non sarà prodotto in serie), questo progetto, nato sui banchi della King Saud University, ha visto nascere un possente suv, capace di scavalcare le dune e superare i rocciosi wadi del deserto.

La meccanica di base è quella della Mercedes Classe G, il design originale (grazie anche a StudioTorino), la consulenza tecnico-ingenieristica è italiana (Magna Steyr Italia); il risultato, anche nella terra dei miraggi e dei colpi di sole, non verrà mai confuso con un’agile e scattante gazzella, ma se lo scopo era “promuovere la cultura dell’automobile, formando giovani ingegneri che potranno dare il loro contributo nella ricerca del design e nelle più moderne tecniche di progettazione autoveicolistica in qualsiasi azienda nel mondo”, possiamo considerare compiuta la missione degli accademici arabi.