Polizze RCA false?
L’Italia è tra i paesi più colpiti, mentre il dato preoccupante è l’aumento costante negli anni di compagnie fantasma, che tentano di truffare gli automobilisti nel nostro Paese.
Le statistiche provengono da un’autorità indipendente l’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo), che compila e aggiorna costantemente la lista nera delle compagnie non abilitate. I due elementi che ritroviamo spesso sono le tariffe molto basse (anche troppo) e il nome della società, che ricorda per assonanza una realmente abilitata a operare in Italia.
Vengono colpite anche grandi aziende (usate poi per creare un portfolio clienti, ovvero dei nomi che rassicurino i sottoscrittori), a riprova che le tecniche truffaldine vengono costantemente migliorate; ultimamente ad esempio vengono proposte polizze “temporanee” con validità 3-15 gg.
Proprio su Internet, strumento utilizzato per molte di queste truffe, si possono trovare gli strumenti per non incappare in questi tranelli: ricercare informazioni su un’azienda è molto facile (ad esempio, mai fidarsi dei siti aziendali creati da pochi giorni), così come confrontare i prezzi con le altre assicurazioni conosciute, oppure trovare i commenti di altri automobilisti.
Segue l’elenco delle compagnie ritenute fraudolente (anni 2010 e 2011); per la lista completa degli anni precedenti trovate un pdf nel sito dell’ISVAP. Il consiglio principale è sempre lo stesso, una dose di buon senso e un po’ di verifiche online.
Chi è caduto in un tranello del genere, dopo aver aspettato alcuni giorni la risposta, si ricollega e trova il sito chiuso (o bloccato dalla Polizia Postale); ovviamente anche il conto corrente a cui ha versato l’anticipo risulterà chiuso, e i truffatori difficilmente reperibili. Consigliamo sempre una verifica prima di qualsiasi versamento (bastano le pagine gialle, meglio l’elenco delle aziende alla Camera di Commercio della provincia dove appare il concessionario); sconsigliamo sempre di acquistare via concessionarie con sede all’estero (a volte sono esistenti, ma l’auto ha una dotazione diversa rispetto alla versione in vendita in Italia).








