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Tutor: un video ne spiega il funzionamento

Finite le vacanze, concluso il controesodo, molti italiani hanno impresso nella memoria l’avviso sui tabelloni autostradali: la presenza del Tutor, pronto a cogliere in flagranza gli automobilisti con il piede troppo “pesante”.

In questo video della Polizia di Stato (presente anche su Youtube), viene spiegato chiaramente il funzionamento del rilevatore di velocità, che agisce “a terra” con dei rilevatori a spire (per la classificazione del veicolo), telecamere ad alta risoluzione (con 30 fotogrammi/secondo) e un sistema di registrazione ed elaborazione dei dati.
Tutte le vetture che transitano dalla postazione Tutor vengono registrate (tramite il riconoscimento della targa); i dati vengono trasmessi al server centrale, che li memorizza e compara con quelli relativi al passaggio successivo; in questo modo si può conoscere il tempo di percorrenza per ogni tratto tra due Tutor, quindi la relativa velocità con cui è stato percorso.

Rilevata la velocità, il sistema posiziona la vettura in due categorie: vengono cancellati i dati di chi rientra nei limiti, mentre se si commette infrazione scatta la procedura di segnalazione. In questo caso, se la targa è stata letta e registrata chiaramente, viene comunicata direttamente all’operatore di Polizia per la contestazione della multa, se invece è stata letta in modo parziale, viene inviata una segnalazione ad un tecnico, per completarne la lettura con strumenti di ingrandimento e “pulizia” dell’immagine.

Prima regola da ricordare, a causare il superamento dei limiti è la velocità media nel tratto analizzato, non quella massima raggiunta; per chi supera il limite (magari durante un sorpasso), anche se avviene nel momento di rilevazione “sotto il cartellone” del Tutor, non c’è automaticamente contravvenzione. Inutile quindi rallentare bruscamente, nei pressi della stazione di rilevamento.

Secondo, ricordarsi che viene applicata una percentuale di tolleranza (5%), a favore degli automobilisti; se la velocità massima consentita è 130 km/h, si incorre nella sanzione se la velocità media registrata è di 137 km/h, o superiore.
Su questo punto c’è molto dibattito, infatti sono stati numerosi i ricorsi vinti dagli automobilisti, visto che secondo la legge il 5% dovrebbe venir applicato fino ai 70 km/h, mentre per il limite dei 130 km/h dovrebbe venir applicata la tolleranza del 15%; il limite effettivo si sposterebbe così a 149,5%, e la sanzione scatterebbe a 150 km/. Comunque, visto le attuali sanzioni, suoerando di 10 chilometri la velocità massima consentita, oltre alla pena pecuniaria, si perdono 2 punti sulla patente, mentre con 40 chilometri in più si perdono 10 punti e la patente viene sospesa da 1 a 3 mesi. Raddoppiate le sanzioni, per chi ha la patente da meno di 3 anni.

Terzo, non dimenticarsi mai della sicurezza; a chi contesta alle forze dell’ordine l’uso dei Tutor al solo fine di far cassa, ricordiamo che il 60% degli incidenti in autostrada dipende dall’alta velocità; dal 2005, con l’inserimento di questo sistema, il tasso di mortalità si è ridotto del 50%.

Come consiglio, suggeriamo sempre di viaggiare rispettando i limiti; anche se sono già disponibili APP per cellulare, che segnalano i Tutor e indicano la velocità media del proprio veicolo, per sfruttare al massimo la tolleranza, consigliamo di tenere gli occhi sulla strada. A chi poi pensa di fare il furbo, passando nella corsia di emergenza quando ci sono i rilevatori, segnaliamo che la targa viene comunque rilevata (e le pene inasprite).

Questi sistemi di rilevamento diventano sempre più precisi (vedi il Trafistar in Svizzera) e vengono ormai posizionati ancxhe sulle strade statali di maggior percorrenza. In un futuro prossimo, la comunicazione diretta tra auto e rilevatori potrebbe permettere addirittura di coprire l’intera rete stradale.

SpeedSpike, il tutor diventa satellitare!

Non sarà come lHubble, ma SpeedSpike promette di guardare lontano...

Non sarà come l'Hubble, ma SpeedSpike promette di guardare lontano...

Il pericolo arriva… dal cielo! Sì, per gli automobilisti indisciplinati si prospetta una terribile minaccia, il satellite collegato alla rete di telecamere stradali, pronto ad analizzare i dati in tempo reale (compresa la lettura della targa) e a cogliere sul fatto gli automobilisti che commetteranno infrazioni al codice stradale.

Nel nostro blog auto abbiamo già parlato dei Tutor, sistemi di analisi della velocità in determinati tratti (ovvero telecamere che registrano il passaggio di una vettura in 2 punti e ne calcolano la velocità media); tra le nuove tecnologie, l’uso del satellite era per ora appannaggio degli strumenti pro guidatori (navigatori, telecomunicazioni…).
Quest’anno invece in Gran Bretagna stanno testando una rete di controllo gestita da un satellite (SpeedSpike, appunto), che controlla sia la velocità media in tempo reale su alcune auto a campione, sia la velocità media di un’auto analizzandone il percorso (partenza, arrivo) e le caratteristiche delle strade (autostrada, statale, centro città) con i rispettivi limiti.

Sfuggire alla multa sarà molto più difficile, serviranno sempre meno congegni quali i rilevatori di autovelox; la notizia positiva sarà quella più importante, ovvero la diminuizione del numero di morti per incidenti stradali (attualmente in Gran Bretagna sono “soltanto” il 50% rispetto all’Italia).